Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Scrutatore, il tuo destino nelle mani della "porcellum"

Su 15 comuni dove oltre alle elezioni politiche si vota per l'elezione del sindaco, metà hanno preferito scegliere gli scrutatori con sorteggio pubblico. Le altre amministrazioni per nomina diretta

Parliamo di spiccioli, di poche centinaia di euro, duecento, forse. Ma per chi è senza lavoro quei soldi servono. Fosse anche per ricordarsi come ci si alza la mattina con l'impegno di andarsi a guadagnare la giornata da qualche parte. E poi sono soldi sicuri. Te li vai a prendere in banca dopo le elezioni del 13 e 14 aprile, se hai avuto la fortuna di essere stato sorteggiato nel tuo Comune come scrutatore. O se la commissione elettorale del tuo Palazzo di città, compreso il sindaco, ti chiamano a fare lo scrutatore per chiamata diretta. Uno specie di raccomandazione sotto la luce del sole. Garantisce infatti la scelta diretta dello scrutatore, un accessorio della cosiddetta legge "porcellum", quella con cui ci accingiamo a votare i politici già scelti dai partiti. La legge elettorale del 2005 prevede infatti che tutti gli scrutatori vengano "nominati" da una commissione di politici, secondo un criterio stabilito da loro stessi, con grande spazio alla logica della spartizione. E' ovvio.

Ora, in provincia di Lecce, 97 comuni hanno messo in moto la macchina organizzativa per garantire ai cittadini di partecipare alle elezioni politiche, ma anche al voto amministrativo dove il comune è commissariato, o dove si vota per il termine del mandato elettorale (vedi Squinzano). E sono in tutto 15. Una specie di campione per capire come si è comportata la commissione elettorale (l'unico organo che resta in piedi anche se il comune è commissariato) di fronte la scelta degli scrutatori. Ebbene, su 15 amministrazioni comunali 8 commissioni elettorali hanno scelto gli scrutatori con la logica della spartizione (attingendo ovviamente sempre da un apposito albo); 7 hanno invece preferito procedere con il sorteggio pubblico. Scelta di stile per queste ultime, non c'è che dire, e all'insegna della trasparenza.

Per capire ovviamente come è cambiato (se è cambiato) l'atteggiamento della politica di fronte a scelte apparentemente solo così "marginali" (uno scrutatore, cosa vuoi che sia), bisognerebbe lavorare su un campione che comprende molte più amministrazioni, ma forse anche 15 Comuni, dove si sceglie anche il nuovo consiglio comunale, possono dire la loro. Hanno proceduto alla scelta degli scrutatori per sorteggio pubblico (oltre al Comune di Lecce, va subito detto), Giurdignano, San Donato di Lecce, Sannicola, Santa Cesarea Terme, Surbo, Tricase e Vernole.

Chiamata diretta degli scrutatori, così come consente la legge "porcellum", ad Alezio, Gallipoli, Guagnano, Monteroni, Montesano Salentino, Salve e Spongano. Caso emblematico è Squinzano, dove solo il sindaco ha proceduto alle scelta degli scrutatori attingendo dall'apposito albo con il sorteggio pubblico, mentre i componenti la commissione elettorale sono andati sul sicuro con la nomina diretta.

Ma quanto guadagna uno scrutatore il cui destino occupazionale è stato scelto dal fato o dall'amico politico a Palazzo di città? Si parla di cifre ovviamente indicative, ma che non dovrebbero poi essere così lontane dalla realtà. Il guadagno giornaliero degli scrutatori presenti in un seggio nelle elezioni politiche potrebbe essere questo: il presidente del seggio 120 euro al giorno; il segretario 95 euro; lo scrutatore 85 euro la giorno. Tutto qui. Ma anche per queste modeste cifre è sempre la politica a decidere chi sarà il beneficiario. Più che mai in questa circostanza, dove la qualità delle scelte, diciamo, è garantita dalla legge.

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