Sabato, 18 Settembre 2021
Politica Scorrano

"Se la morte di un bambino diventa fatto strumentale"

2 gennaio 2008: Simone, 10 anni, muore in ospedale per un attacco fulminante di leucemia. Il sindaco di Scorrano Pendinelli si indigna per come stampa e politica avrebbero strumentalizzato la tragedia

E' difficile ritornare sull'argomento. Sulla morte di Simone, un bambino di soli dieci anni deceduto per una fulminante forma di leucemia lo scorso 2 gennaio nel reparto di Oncologia pediatrica dell'ospedale di San Giovanni Rotondo, a più di 300 chilometri da casa sua, a Scorrano. E' pesante trattare l'argomento perché dietro la tragedia il sindaco di Scorrano, Mario Pendinelli, paventa strumentalizzazione politica e superficialità dell'informazione prima e dopo il decesso del bambino: da una parte un ex parlamentare dell'Udeur (Pendinelli è anche assessore provinciale alla Formazione del partito di Mastella) che avrebbe colto l'occasione per togliersi, a mezzo stampa, sassolini dalla scarpa promettendo di sostituirsi all'amministrazione di Scorrano per andare incontro alla famiglia del povero Simone quando ancora il piccolo era in vita; dall'altra l'informazione, che per tre giorni di fila avrebbe marciato sul fatto di cronaca senza rapportarsi con le istituzioni cittadine, dato che il bambino faceva parte di una famiglia in serie difficoltà economiche e che da anni era seguita dai servizi sociali.

"Sono inorridito e disgustato - tuona Pendinelli dopo aver convocato nella sede del suo assessorato in via Salomi a Lecce i giornalisti. "Gli organi di stampa - dice - hanno dato per tre giorni notizie e commenti sulla triste vicenda del piccolo Simone senza che nessuno, tra cronisti e politici, abbiano compiuto un passo avanti per verificare i fatti nonostante tutti ci trovassimo di fronte una storia così delicata. Nessuno si è degnato di interpellare l'amministrazione per comprendere fino in fondo come avevamo trattato il caso fin dall'inizio, quando all'epoca nessuno avrebbe potuto immaginare che il bambino sarebbe stato colto da leucemia ".

E come lo avete tratto il caso, sindaco Pendinelli? "Seguivamo il bambino per quelle che erano le nostre competenze fin dal 2005, da quando frequentava il Centro socio educativo mediante apposita convenzione con la Frates. Spesso veniva accompagnato nella sede da noi amministratori e dall'assistente sociale. Ma tengo subito a dire che della sua malattia non c'erano mai stati segnali fino a qualche giorno prima della tragedia. Nel 2007 - prosegue il primo cittadino - nell'ambito del programma di integrazione scolastica avviato dal Comune di Scorrano, abbiamo assicurato la frequenza dei bambini prendendoci l'incarico di accompagnare loro nel tragitto casa-biblioteca. E poi vi è stata la partecipazione al campo estivo, ai progetti per il sociale e proprio i servizi sociali hanno seguito tutte le problematiche e di assistenza della famiglia di Simone, come la predisposizione di tutte le domande che rientrano nel contesto assistenziale. Inoltre - aggiunge - dallo scorso giugno era in corso un programma concordato con tra Comune e Asl e il piccolo era stato assegnato al sevizio educativa domiciliare".

Ma il piccolo Simone avrebbe potuto salvarsi? "Lo scorso 11 novembre - spiega Pendinelli - pur non avendo mai avuto segnali di patologie gravi per il bambino se non alcune sue difficoltà evidenti di cui tutti erano a conoscenza, invitammo la famiglia a recarsi presso la 'Nostra famiglia' di Ostuni, un centro diagnostico che avrebbe potuto effettuare un check up generico sul bambino. Avremmo ovviamente provveduto noi ad accompagnare il piccolo insieme alla madre. Ma ad Ostuni non si recheranno mai. Un mese dopo, l'11 dicembre, la nostra assistente sociale convocò il padre di Simone per avere informazioni in genere sulle condizioni della famiglia, ma l'incontro non avvenne mai. E arriviamo a Natale - prosegue il sindaco - con il bambino che si prepara per partecipare al presepio vivente. Ma il 27 dicembre un amministratore si accorge che dopo le prove Simone appare stanco a accaldato. Così invita una pediatra a visitare il piccolo. Ha la febbre e pertanto il medico consiglia il ricoverato all'ospedale di Scorrano. Ma Simone peggiora e dopo accertamenti specifici sulle condizioni cliniche del bambino, i medici dispongono il suo trasferimento all'ospedale di San Giovanni Rotondo, dove lo scorso 2 gennaio il bambino muore".

Conclude Pendinelli: "Non possono esistere dubbi sulla nostra azione ed è assurdo che Scorranno possa apparire come un paese disattento ai temi del sociale perché questa è una cosa inaccettabile. Non può sussistere un unico coro, un'unica voce che di fronte una tragedia così grave appare tristemente strumentale".

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