Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

“Selfinelle” al sit-in per la famiglia, Sel: “Lecce non metta a tacere il dissenso”

Il coordinamento provinciale di Sinistra ecologia e libertà interviene dopo le polemiche che hanno fatto seguito alla veglia di protesta di un movimento di ispirazione cattolica. Il ddl Scalfarotto ripropone una contrapposizione politica e morale

@TM News/Infophoto

LECCE – La libertà d’espressione vale per tutti e l’esercizio del dissenso, se esercitato pacificamente, merita la stella tutela del diritto di esprimere un’opinione. Lo ribadisce il coordinamento provinciale di Sinistra ecologia e libertà in riferimento alle polemiche sulla manifestazione di sabato scorso nel piazzale antistante Palazzo dei Celestini.

In quella circostanza un gruppo di attivisti dei movimenti lgbt (lesbo-gay-bisex-transgender) ha volutamente “disturbato” la veglia pacifica di coloro che si definiscono “le sentinelle in piedi”, rete di matrice cattolica tradizionalista che ha portato il questi giorni nelle piazze italiane l’opposizione al disegno di legge Scalfarotto che punisce l’omofobia e la transfobia alla stregue delle altre forme di discriminazione vietate dalla normativa italiana e prima ancora dalla Costituzione.

Così al silenzio quasi ieratico degli uni ha fatto da contraltare una raffica di fotografie che ritraevano i manifestanti di entrambi il schieramenti in una sorta di autoritratto. Da qui il nomignolo di “selfinelle”. Non ci sono state conseguenze di alcun tipo, sotto gli occhi delle forze dell’ordine, ma uno strascico di polemiche sì, perché secondo alcuni esponenti del centrodestra – Pierpaolo Signore e Andrea Caroppo – solo il buonsenso delle sentinelle, il cui diritto di espressione sarebbe stato limitato con forme provocatorie comunque violente, avrebbe impedito che la contrapposizione degenerasse.

Oggi l’intervento del gruppo di dirigente di Sel per “esprimere la propria piena solidarietà ai contro-manifestanti, non solo in virtù del costitutivo appoggio politico che Sinistra e libertà incarna a favore di un’estensione sempre più viva e reale dei diritti civili, ma anche contro ogni delegittimazione e criminalizzazione dell’attivismo anti-omofobo. Non è consentito ad alcuna comunità, che si voglia veramente politica e democratica, piccola o grande che sia, avallare una classificazione del dissenso, solo perché alcune forme ‘disturbano’ la morale diffusa né tantomeno criminalizzare chi devia dalla norma”.

“Ciò che è stato realmente aggredito sono delle certezze, su cui da troppo tempo questa città ha smesso di interrogarsi. Forse Lecce si era semplicemente abituata a silenziare il dissenso, soprattutto su questi temi. Invece il dissenso fortunatamente fa ‘rumore’, sia simbolicamente che politicamente Ed è un rumore che Sinistra e libertà continuerà ad ascoltare, oltre che a difendere e rispettare. Come si rispettano tutte le diversità”.

Si ricordi che il 28 giugno, proprio nel capoluogo salentino, è in programma il Puglia Pride, appuntamento pubblico per la comunità omosessuale della regione e per tutti coloro che si impegnano per l’estensione dei diritti civili e l’emersione delle diversità.

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