Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Togli un posto a tavola: Sel si sfila, ma i malumori anche nel Pd

Venerdì l'incontro presso la federazione di via Tasso per discutere di programmi e metodi. Squilla il telefono in alcune case: "Che candidato votereste?"

Il segretario provinciale del Pd, Salvatore Piconese.

LECCE – Alla vigilia del primo incontro tra le componenti del centrosinistra (venerdì pomeriggio), non tira una buona aria attorno al Partito Democratico, il partito più rappresentativo nelle fila delle minoranza nella città di Lecce. La convocazione presso la Federazione di via Tasso serve a discutere di programmi e metodo di costruzione della coalizione che per la quinta volta consecutiva proverà a strappare Palazzo Carafa al centrodestra.

Sinistra Ecologia e Libertà, in coerenza con un percorso nazionale in atto per la fondazione di un nuovo soggetto politico dichiaratamente lontano dal renzismo e da qualsiasi ipotesi di collaborazione o desistenza con le forze di governo, ha fatto sapere attraverso il suo coordinatore provinciale, Renato Vernaleone, che non ci sarà.

“In questi mesi che ci separano dall'appuntamento elettorale – è scritto in un comunicato - continueremo, come abbiamo sempre fatto, a lavorare all'elaborazione di proposte chiare e concrete e a dialogare con i movimenti, le associazioni e gli spazi sociali che, anche in questa occasione esclusi da un confronto politico aperto e paritetico, rappresentano per noi il vero tessuto connettivo della comunità leccese”.

Ma in realtà non tira una grande aria nemmeno nello stesso Pd leccese dove ci sono evidenti malumori: l’ultimo è quello di sedici iscritti che hanno inviato un appello ai vertici locali per un immediato cambio di direzione: “La discussione che si è sviluppata nelle scorse settimane, prima sulla stampa e poi nella riunione congiunta delle direzioni provinciale e cittadina per decidere sulle prossime elezioni a Lecce, offre la visione di un partito lontano dai problemi reali della città e delle persone, incapace di  individuare un percorso politico che coinvolga i cittadini su contenuti programmatici”.

Eppure qualcosa, sottotraccia, si muove: è certo che nei giorni scorsi in alcune case leccesi il telefono abbia squillato per una sorta di sondaggio fai da te – non si capisce bene promosso da chi e con quale serietà – nel quale veniva chiesto al cittadino per quale dei quattro seguenti candidati avrebbe eventualmente votato: i nomi proposti sono quelli di Sergio Blasi, Dario Stefano, Loredana Capone e Paolo Foresio. Solo il primo, in realtà ha dichiarato pubblicamente e a più riprese, di essere disponibile a partecipare alle primarie.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Togli un posto a tavola: Sel si sfila, ma i malumori anche nel Pd

LeccePrima è in caricamento