Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica Gallipoli

Sel: "Venneri a casa e primarie per il Centrosinistra"

Gallipoli, il coordinamento di via Acquedotto invita il Pd a fare retromarcia sull'accordo con il sindaco: "Basta malgoverno, alle urne e scelte preliminari su candidato, alleanze e programma"

GALLIPOLI - Dalle strofe e dai ritornelli ad effetto delle canzoni di successo, al volantinaggio per le vie della Città bella: per i militanti di Sinistra e Libertà gallipolina è tempo di alzare la voce. Far sentire forte e chiaro il proprio dissenso, spianare la strada verso un futuro politico e amministrativo alternativo che ponga termine, nelle intenzioni dichiarate, al decennio di governo nelle mani del centrodestra. Per il coordinamento cittadino di Sel di via Acquedotto non ci sono altri percorsi di "salute pubblica" da intraprendere in questo particolare momento storico e politico per Gallipoli: bisogna invece tornare alle urne e dare la possibilità ai cittadini di legittimare un nuovo percorso amministrativo che possa "raddrizzare" le sorti della comunità e del territorio. Il tutto con un'opera di moralizzazione e di risanamento democratico preventivo e necessario a detta di Sel, per poi passare al confronto interno alle forze politiche del centrosinistra chiamate a confrontarsi e scegliere con il ricorso alle Primarie, la futura leadership, e a decidere le alleanze e fabbricare il programma politico. Da qui il reiterato stop alle aperture manifestate dal Pd nei confronti del sindaco dimissionario e del costituendo governo tecnico (o giù di lì) delle larghe intese.

"Il rischio maggiore" dice Pompeo Demitri per il coordinamento di Sel Gallipoli, "è quello di causare una irrecuperabile sfiducia con la caduta nel qualunquismo. Per questo esortiamo il Pd a rivedere questa scelta da giocatore d'azzardo, che appare chiaramente una scorciatoia per arrivare al potere. Dobbiamo invece mandare a casa quest'amministrazione e restituire voce agli elettori. Dovremo poi affrontare la gigantesca questione morale che si impone agli occhi di tutti, per ritessere assieme le fila del dialogo con la comunità cittadina: abbiamo il dovere di offrire alleanze politiche omogenee, di grande respiro programmatico e spessore etico indiscutibile. Solo una consultazione con l'elettorato di riferimento potrà ricucire questo rapporto col nostro popolo, che dovremo chiamare con le primarie a scegliere la leadership, decidere le alleanze e fabbricare il programma politico".

Guardano ad futuro di svolta immediata in casa di Sinistra e Libertà e rinnegano qualsiasi appoggio o sostegno al "moribondo" governo di Venneri. "Dieci anni di governo del centrodestra ci consegnano un bilancio ai minimi storici sotto ogni profilo" spiegano dalla sezione di via Acquedotto, "incapace persino di pulire le sue strade, la città ha perso la sua connaturata centralità rispetto ai Comuni vicini. E' morente la cultura e la socialità, e rimane solo lo struscio domenicale su Corso Roma, col corredo di calzoni e pizzette. Perdiamo lavoro ed occasioni economiche, chiudono uffici pubblici significativi, persino la Curia vescovile trasmigra altrove dopo secoli di presenza. Da locomotiva del Salento, siamo diventati un anonimo vagone del convoglio. E la riconversione del porto mercantile, che strappa un pezzo di storia e dell'identità, rischia di farci diventare ancor più insignificanti, come un semplice scarico a mare dei comuni della cintura; e poi priverebbe di scelte uno sviluppo economico che invece ha bisogno vitale di strade alternative dal solo turismo agostano, tra l'altro sempre più ingovernato. Per non parlare del disastroso il bilancio sul versante morale, dove le notizie quotidiane e le inchieste giudiziarie mostrano inquietanti intrecci che alimentano le preoccupazioni del viceministro Mantovano, il quale ha aperto una nuova procedura per lo scioglimento del Consiglio".

E concludono: "Abbiamo attribuito al duetto Barba-Venneri le responsabilità politiche di questo collasso. Oggi lo stesso Pd si rende responsabile di un nuovo gravissimo errore politico e strategico, dimenticando che il Venneri di oggi è quella stessa persona che Barba ha reso sindaco coi suoi voti. E' inspiegabile agli occhi dell'opinione pubblica la scelta spregiudicata di abbracciare un'amministrazione moribonda, corresponsabile di tante disgrazie e politicamente la più distante possibile, rendendosi ostaggio di personaggi ciondolanti e inqualificabili sotto un riguardo politico. Nessuno dei nostri elettori ha firmato col suo voto una cambiale in bianco, giacchè invece le indicazioni erano assai chiare e di segno opposto alle scelte di oggi. Perciò ha fatto bene il professor Gino Schirosi a dimettersi, rispettoso di un preciso mandato elettorale, prendendo le distanze da quelli che si sono scollati e dissociati dal sentimento dei loro stessi militanti ed elettori, il cui disgusto è palpabile nell'opinione pubblica. Per questo gli esprimiamo il nostro apprezzamento. In effetti quest'operazione, fatta da soggetti asserragliati nel palazzo e attaccati alle poltrone, è priva di qualunque giustificazione e legittimazione".

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