Politica

Immigrazione e distorsione dei fatti: "Una volta su tre la parola va ai politici"

Nel corso del seminario #Nohatespeech promosso dal Gus, con giornalisti e avvocati, si è affrontato il tema della corretta comunicazione dei fenomeni migratori

LECCE - Quanti sono gli immigrati nel nostro paese? Il 7 per cento della popolazione. E quanti sono di fede islamica? Il 4 per cento. E’ dunque giustificato l’allarmismo che ricorre con cadenza periodica sulla stampa, nei servizi radiotelevisivi e nei talk show? E, più in generale, come si racconta il fenomeno migratorio senza incorrere in informazioni approssimative, distorte, sensazionalistiche?

Di questo e di molto altro si è discusso in un convegno promosso dal Gruppo Umano Solidarietà “Guido Puletti”, dal titolo #nohatespeech Comunicazione e diritti contro odio e strumentalizzazione del fenomeno migratorio, con la partecipazione di relatori molto qualificati, a partire dal prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del ministero dell’Interno. 

L’iniziativa, inserita all’interno di un cartellone allestito per la ricorrenza della Giornata del Rifugiato (20 giugno), ha visto la partecipazione di giornalisti e avvocati, oltre che di operatori, volontari e gli stessi beneficiari dei progetti integrati nel sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo.

Gli onori di casa sono stati fatti prima da Andrea Pignataro, responsabile nazionale per il Gus dell’area Partecipazione e Volontariato e coordinatore regionale della Puglia, e poi da Giovanni Lattanzi, coordinatore nazionale.

Prima dell’intervento del prefetto Mario Morcone (di cui riferiamo a parte) hanno preso la parola il giudice Ottavio Colamartino, la giornalista Martina Chichi dell’Associazione Carta di Roma e Andrea Nelson Mauro, fondatore di Dataninjia.it e collaboratore del progetto The migrants files il quale ha sottolineato l’importanza delle fonti e la possibilità per chiunque di attingere a dati attendibili e  indipendenti.

Colamartino ha illustrato le differenze tra lo status di rifugiato, la protezione sussidiaria e la protezione umanitaria; Chichi ha fornito una panoramica del sistema informativo italiano, del modo prevalente con cui viene raccontato il fenomeno delle migrazione – “il linguaggio è più o meno simile in tutte le testate” -, e ha anche messo in evidenza l’eccessivo spazio che viene dato ai politici quando si parla di immigrazione (il 31 per cento del totale), abitudine che contribuisce a favorire una percezione distorta della realtà. 

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