Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

"Spazio alle donne in giunta": Tar Lecce accoglie il ricorso dell'opposizione

Con sentenza del 6 novembre, depositata ieri, il tribunale impone al sindaco di Santa Cesarea Terme, Pasquale Bleve, che ha disatteso l'articolo 46 della legge 267, di ristabilire all'interno del suo esecutivo la parità di genere

SANTA CESAREA TERME - Spazio alle quote rosa nella giunta comunale di Santa Cesarea Terme: è questo quanto stabilito dalla prima sezione di Lecce del tribunale amministrativo pugliese (sentenza del 6 novembre, depositata il 21) su una vicenda, che aveva condotto nei mesi scorsi alla presentazione di un apposito ricorso. A presentare istanza erano stati i consiglieri di opposizione, guidati dall'ex sindaco e capogruppo, Daniele Cretì, e l'associazione “Italia Equa”, rappresentati dall’avvocato Angelo Vantaggiato. A difendere il Comune, invece, l'avvocato Pietro Quinto.

Tutto era iniziato nel giugno, quando il neo primo cittadino, Pasquale Bleve, aveva con proprio decreto nominato l'esecutivo comunale, non inserendo all'interno della giunta alcuna donna. Prontamente Cretì, l'opposizione, un gruppo di cittadini e cittadine e le associazioni, aveva contestato questa scelta, ricordando l'articolo 46 del disegno legge 267 (2000) in cui vengono previste le quote rosa negli organi amministrativi.

Nel caso di specie, come sottolineano i giudici amministrativi, emerge dal decreto sindacale  4 del 2013 che "i consiglieri risultati eletti nella compagine della maggioranza consiliare sono tutti di sesso maschile" e "dalle effettuate indagini conoscitive non è stato possibile individuare personalità femminili in possesso dei requisiti socio-politici propri della maggioranza uscita vittoriosa alle elezioni". Ma, "tenuto conto di quanto sopra espresso, è evidente l’illegittimità di tale decreto, nonché di quello ad esso immediatamente precedente".

Ci sarebbe "irrazionalità" nella presa di posizione del sindaco, in quanto, secondo l'espressione del Tar, "appare di per sé poco credibile che in un Comune di 3.057 DSC03857-2-2-3-2-5-2-2abitanti non vi sia neanche una donna in possesso di quelle doti professionali e umane occorrenti per lo svolgimento dell’incarico di assessore". "In secondo luogo - si legge -, il sindaco ha effettuato le indagini conoscitive unicamente all’interno dell’area politica di sua pertinenza, in tal modo precludendosi, anche per questa via, la possibilità di 'garantire' la presenza in giunta di almeno un componente di sesso femminile". Pertanto, viene accolto il ricorso e Bleve dovrà ricalibrare la propria giunta, facendo spazio ad almeno un'assessore donna.

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