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Sentenza sugli estimi, la giunta comunale punta i piedi. “Abbiamo vinto tutti”

Il sindaco e parte della giunta, in conferenza, rivendicano la trasparenza del percorso dell'amministrazione nella vicenda del riclassamento degli immobili dopo la sentenza del Tar: "E' stato fatto passare un messaggio sbagliato, contro di noi"

Da sinistra, Attilio Monosi, Paolo Perrone e Luigi Coclite.

LECCE – “Un percorso logico, chiaro, trasparante”. Così il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ha blindato il comportamento dell’amministrazione comunale nella questione della revisione degli estimi catastali, sconfessato ieri dal Tribunale amministrativo di Lecce. E l’assessore al Bilancio, Attilio Monosi, ha chiarito un altro punto: “Noi abbiamo vinto contro l’Agenzia del territorio al fianco dei cittadini”, replicando così a quanti - associazioni dei consumatori soprattutto, ma anche consiglieri di minoranza – hanno fatto passare il messaggio, con la complicità di una stampa non benevola verso Palazzo Carafa, di una sconfitta della giunta comunale che, con due delibere del 2010, aveva richiesto all’agenzia di procedere all’attività di classamento.  

Il primo cittadino ha ripercorso l’intera vicenda a partire dall’intenzione di realizzare una maggiore equità fiscale, posto che nel 2010 Lecce era il capoluogo pugliese con la rendite più basse, con l’ultimo aggiornamento catastale risalente al 1992 con molte situazioni anomale, soprattutto nella zona centrale della città, nella quale accatastamenti troppo datati non corrispondevano all’evoluzione del valore di mercato. Presupposti che Perrone ha ribadito essere sacrosanti.

Il sindaco – accanto a lui anche l’assessore al Contezioso, Luigi Coclite e quello all’Urbanistica, Severo Martini - ha spiegato che il provvedimento di revisione, pur giusto nelle sue premesse, è diventato poi “anacronistico” alla luce degli effetti della nuova tassazione nazionale sugli immobili (Imu) e che, preso atto di questo, è stato chiesto all’Agenzia del territorio di differire al 2014 l’entrata in vigore dei nuovi estimi in modo da non determinare una sovrapposizione troppo onerosa per la tasche dei cittadini. “Abbiamo sperato nel buon senso dell’Agenzia del territorio”. Auspicio rivelatosi infondato quando è stato opposto il diniego alla richiesta di sospensione dei nuovi estimi.

A quel punto l’amministrazione – ha proseguito Perrone - ha virato sulla via del contenzioso amministrativo, presentando un ricorso autonomo ed uno ad adiuvandum a sostegno di quello di Codacons, Adusbef e Adoc. Associazioni che oggi rivendicano la vittoria senza tener in alcun conto la collaborazione offerta dall’amministrazione comunale: “E’ un peccato – ha chiosato Monosi – che su un fronte del genere invece di rimanere uniti qualcuno abbia magari voluto togliersi un sassolino dalla scarpa”.

Ma perché la giunta non ha accolto la richiesta, avanzata nel consiglio comunale del novembre scorso da Lecce Bene Comune, di ritirare in autotutela quelle delibera che aprivano la via alla revisione? “Perché avremmo rischiato seriamente di dover risarcire l’agenzia” ha risposto Perrone sostenendo che, se nel 2010 quelle delibere erano legittime e condivisibili per il principio di equità che volevano affermare, oggi di certo non sarebbero opportune data l’evoluzione della tassazione sugli immobili. In quel consesso, mancato l’accordo sulla mozione per l’opposizione della maggioranza, si trovò un compromesse sull’ordine del giorno a firma di Pierpaolo Signore (oggi in Fratelli d’Italia) che dava mandato al sindaco di attivarsi per scongiurare l’entrata in vigore dei nuovi estimi.

I giudici amministrativi, a dire il vero, su quei due atti della giunta comunale non la pensano allo stesso modo. Nel dispositivo della sentenza, infatti, al punto 7, scrivono: “Sono condivisibili le censure espresse dai ricorrenti in relazione al difetto istruttorio e motivazionale in cui sono incorse, sia l’amministrazione Comunale nel richiedere il riclassamento, sia l’Agenzia del territorio con riferimento all’istruttoria compiuta e alla conclusione del procedimento, a partire dalla individuazione delle microzone”. E del resto la prima cosa che le associazioni con il loro ricorso avevano chiesto al Tar di annullare, come presupposto erroneo del classamento, erano proprio le delibere del Comune di Lecce.  

Il commento di Signore, consigliere di Fratelli d’Italia.

Pierpaolo Signore, che da qualche settimana è passato dal Pdl a Fratelli d’Italia, e che nel consiglio comunale di novembre ha giocato un ruolo importante con la presentazione dell’ordine del giorno poi votato all’unanimità, ha così commentato l’esito della vicenda: “Il risultato ottenuto con la sentenza del Tar che costringe l'Agenzia del territorio ad annullare i provvedimenti sulla rivalutazione degli estimi catastali su circa 60mila immobili a Lecce mi vede particolarmente soddisfatto. Prima di tutto perché, in un momento di grande difficoltà, evita un ulteriore aggravio tributario per i nostri concittadini e poi per il risultato politico ottenuto con l'ordine del giorno da me convintamente voluto e presentato (come primo firmatario) a novembre 2012, votato all'unanimità dall'intero consiglio comunale. In tale atto chiedevo al sindaco l'impegno a sollecitare, all'Agenzia del territorio, la sospensione di quei provvedimenti iniqui, invitando, ancora, il primo cittadino a mettere in atto tutte le azioni possibili e utili ad evitare tale ulteriore scure fiscale sui leccesi”.

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