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Senza stipendio da mesi. Vertice a Bari per i lavoratori del consorzio di bonifica Arneo

Avvio della stagione irrigua, nuova legge di riordino dei consorzi e riduzione del costo del personale: i sindacati ne hanno discusso insieme all’assessore Di Gioia

Alla destra di Emiliano, l'assessore Di Gioia.

LECCE- Attendono di ricevere lo stipendio dall’inizio del nuovo anno e, a distanza di 5 mesi, la situazione che vede coinvolti i lavoratori del consorzio di bonifica “Arneo” di Nardò non si è ancora sbloccata. La denuncia arriva dai segretari di Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uil che, nei giorni scorsi, hanno tenuto un’assemblea con il personale dell’Arneo per illustrare l’esito dell’incontro svoltosi a Bari con il commissario straordinario e l’assessore regionale all’ Agricoltura, Leonardo Di Gioia.

Nel corso del vertice si sono affrontati i nodi nevralgici del comparto: l’avvio della stagione irrigua, la nuova legge di riordino dei consorzi e la riduzione del costo del personale. Rispetto al primo punto, le organizzazioni sindacali si sono dichiarate pronte a collaborare affinché si dia avvio alla stagione irrigua attraverso l’assunzione degli operai a tempo determinato addetti a tale funzione.

Tuttavia, a detta dei segretari, quest’azione non è sufficiente dal momento che i consorzi sono chiamati, dalle amministrazioni comunali e dai singoli proprietari, a svolgere attività di tutela e salvaguardia del territorio, senza dimenticare che la stessa Regione Puglia richiede interventi nella prevenzione degli incendi. “Per questi motivi – spiegano in una nota stampa - è necessario procedere anche all’assunzione degli operai che svolgono attività di manutenzione sulle opere di bonifica, garantendo i relativi servizi agli agricoltori”. Per quanto riguarda l’emergenza irrigua, sempre secondo i sindacalisti, oltre all’assunzione degli operai è necessario anche il supporto di tutta la struttura che “può funzionare efficacemente  solo se i dipendenti vengono messi in condizione di lavorare serenamente”.

Il terzo punto del vertice riguardava la necessità di ridurre gli stipendi: a questo proposito le categorie di Cgil, Cisl e Uil hanno precisato che i costi dei consorzi sono composti sia dalle retribuzioni del personale sia da quelli della gestione complessiva per cui “risulta opportuna una riduzione organica che non scarichi tutti gli oneri sui soli dipendenti”.

Lavoratori e sindacati, in ultima istanza, si sono opposti alla riduzione dello stipendio base calcolato sulla base del contratto collettivo nazionale del lavoro, aprendosi alla discussione su straordinari, oneri accessori e attività che non rientrano nelle specifiche mansioni del personale. “Questi servizi ulteriori – hanno spiegato i sindacalisti – sono utili per compensare la carenza di figure professionali nei settori strategici, indispensabili al buon funzionamento degli enti ed i lavoratori si sono dichiarati disponibili a svolgere un doppio incarico”. Cgil, Cisl e Uil rimangono in attesa di ulteriori sviluppi ma non escludono future azioni sindacali tese a rivendicare i diritti dei lavoratori. 

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