Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Serrata a “Billa”: “La soluzione è nell’imprenditoria locale”

Inizia lo sciopero ad oltranza dei 70 dipendenti sull'orlo del licenziamento per la chiusura dell'iper. Pd e sindacati sollecitano la convocazione della task force. Il Pdl di San Cesario denuncia le responsabilità della sinistra

Foto LeccePrima (tutti i diritti riservati).

 

SAN CESARIO – Saracinesche abbassate e dipendenti a braccia incrociate, mentre all’ingresso campeggiano gli slogan della protesta per la crisi che ha investito il primo ipermercato della storia di Lecce. “Lavoriamo qui da vent’anni ma siamo stati presi in giro e messi brutalmente alla porta – denunciano i 72 dipendenti di “Billa”, per i quali sono state avviate le procedure di licenziamento – I nostri sacrifici sono serviti solo ad arricchire le tasche di imprenditori stranieri, scappati via con il bottino”.

Il bottino, il vantaggio di investire nel Salento per poi sparire, a detta anche dei sindacati, è nella possibilità di usufruire di sgravi fiscali senza alcuna garanzia di mantenere l’occupazione del territorio. E la storia di Billa, ex Standa, ex Ipergum ne è un esempio: si è alternata la dirigenza del supermercato e con essa anche le sorti dei dipendenti, cui è stato richiesto prima il sacrificio della cassa integrazione straordinaria e poi quello del contratto di solidarietà (durato tre anni).

E nonostante tutto, si trovano punto e daccapo. La cessione del punto vendita in forte crisi di fatturato, la trattativa sfumata con Conad che “non ha voluto rilevare la struttura per non creare concorrenza interna con il centro commerciale Leclerc di Cavallino”, spiega Antonio Moscaggiuri della Filcams Cgil, ha avviato la clessidra del tempo che scorre velocissimo, prima di tornare a casa con un pugno di mosche.

Settantacinque giorni di proteste e trattative basteranno a trovare una via d’uscita? Le possibilità ci sono, dicono tutti, dal sindaco di San Cesario, Antonio Girau ai sindacati fino ai rappresentanti politici del Pd (dal capogruppo a Palazzo Carafa, Antonio Rotundo, il deputato Teresa Bellanova, fino al segretario provinciale Salvatore Capone) intervenuti per solidarizzare con i manifestanti.

“Il supermercato, sia per dimensioni che per supporto logistico, può ritornare ad essere competitivo”, spiega Piero Fioretti della Uiltucs Uil. A patto di un ulteriore sacrificio dei lavoratori per dare una sforbiciata al costo del lavoro: è questa la proposta di Moscaggiuri, ben accolta dagli stessi dipendenti.

Ma soprattutto coinvolgendo i proprietari dell’immobile nel prossimo tavolo regionale che si dovrebbe attivare a breve. “Il canone d’affitto annuo si aggira intorno al milione di euro, un costo decisamente troppo alto che non rende conveniente rilevare la struttura”, denuncia Vito Perrone della Cisal. Ed è questo il primo scoglio da rimuovere per coinvolgere l’imprenditoria locale nella sfida lanciata loro dai lavoratori: salvare il supermercato per dare una boccata d’ossigeno all’economia salentina.

“Mettere per strada 70 famiglie è un lusso che non ci possiamo permettere - sottolinea il deputato del Pd, Teresa Bellanova – e la task force regionale può e deve intervenire nelle trattative con la società e con i competitor, anche perché ha in mano il potere di rilasciare le licenze agli ipermercati”.

Sulla vicenda Billa, intervengono anche i consiglieri comunali del Pdl di San Cesario, Fernando Coppola, Massimo Liaci, Fabio Pati e Rino Marzo che parlano di responsabilità enormi della sinistra al governo del Comune.

billa e pd su lupiae servizi 012-2“L’ipermercato è servito alla sinistra solo per fare passerella, come oggi, in occasione delle crisi aziendali. E’ ridicolo, strumentale e offensivo che vengano a manifestare una pelosa solidarietà gli esponenti della sinistra cittadina e provinciale, dopo che per un quindicennio non hanno saputo sviluppare né difendere alcuna programmazione economico-commerciale territoriale, ma, semmai solo proteggere gli interessi di altri grossi potentati commerciali a loro politicamente più vicini”, scrivono in una nota. “Ma soprattutto, è indecente che il sindaco Girau i suoi assessori, affermino di volersi prodigare per tutelare i lavoratori, perché proprio loro hanno rilasciato i permessi e le licenze per l’altro ipermercato che sorge a 100metri dal Billa e la cui attività in regime di discount ha definitivamente abbattuto la già precaria mole d’affari di Billa, rendendone antieconomica la permanenza”.

Il consigliere provinciale del Pdl, Raffaele Capone è intervenuto invece per sollecitare la convocazione di un tavolo prefettizio ah hoc. “Esigiamo sapere dal gruppo commerciale quali sono le ragioni per cui solo alcuni punti vendita vengono dismessi, altri mantenuti e altri ceduti - scrive il consigliere - tanto anche per fugare ogni dubbio circa il fatto che la scelta di chiudere l’attività di San Cesario possa essere stata determinata dalla volontà di favorire altri gruppi aziendali che detengono gli altri ipermercati che sorgono intorno alla città di Lecce, guarda caso tutti riconducibili alle cooperative rosse Conad e Coop”.

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