Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Serravezza lascia l'ospedale ma insiste nel digiuno ad oltranza

L'oncologo ha lasciato l'ospedale ma non abbandonerà lo sciopero. Il comitato e le mamme No Tap in marcia nel centro di Casarano

CASARANO – Giuseppe Serravezza saluta i medici del reparto di cardiologia di Casarano e torna a casa. Ma non intende interrompere lo sciopero della fame e della sete iniziato ormai una settimana addietro per protestare contro la realizzazione del gasdotto Tap.

L’oncologo, già direttore scientifico della Lilt, non sente ragioni. Continuerà ad astenersi dal bere e mangiare lontano dai colleghi che, al contrario, cercano di convincerlo a desistere, ad abbandonare questo digiuno estenuante per tutelare la sua salute, innanzitutto. Serravezza ha firmato le dimissioni spontanee dall’ospedale “Ferrari” questa mattina, intorno alle 11.00, ed è apparso visibilmente provato.

Il suo corpo non più giovanissimo è stato reidratato per 24 ore per mezzo di una flebo, ma la mancanza di liquidi ha già creato un sovraccarico ai reni e la situazione rischia ovviamente di precipitare. In molti hanno tentato di dissuaderlo in forma privata e per mezzo di appelli pubblici, ma lui oppone un’ostinata resistenza: andrà avanti finché il governo centrale non accetterà di riaprire un dialogo sulla questione Tap.

L’iter è in fase avanzata, ma la Lilt ritiene che ci siano i margini di manovra per riprendere in mano le carte e tornare a valutare la fattibilità dell’opera considerata strategica per il Paese ma contestata anche in virtù del suo impatto sanitario.

Il “Francesco Ferrari” intanto è stato interessato da un continuo via vai di persone che, sin dal primo momento del ricovero, si stanno recando in ospedale per offrire solidarietà. Questa mattina, schierati all’ingresso del nosocomio (nessuno è stato autorizzato ad incontrare il medico) vi erano i ragazzi del presidio "No Tap" allestito in località San Basilio. Ieri sera sul posto c’erano invece gli attivisti del movimento 5 stelle di Casarano.

Appresa la notizia delle dimissioni, dall’ingresso dell’ospedale è partito un corteo spontaneo di cittadini e oppositori del comitato No Tap che ora sta raggiungendo la piazza centrale di Casarano per sensibilizzare l’opinione pubblica intorno al problema della futura realizzazione del metanodotto con approdo a San Foca. Intanto la preoccupazione per le condizioni di salute del dottore Serravezza si fa largo a grandi passi.

Intanto, il movimento politico "Lecce Bene Comune" esprime la solidarietà a Serravezza, per mezzo di una nota stampa.  “La centralizzazione di ogni decisione e l’atteggiamento da muro-contro-muro che, nonostante la bocciatura della riforma costituzionale, il governo ha deciso di esercitare contro i territori e le loro popolazioni, grazie alle disposizioni dello Sblocca Italia, costringono questi ultimi a gesti estremi nel tentativo di riappropriarsi della sovranità sottrattagli", dichiarano.

"Condividiamo totalmente le ragioni di contrarietà ad un’opera che, come ribadito più volte, anche noi riteniamo inutile, dannosa, criminale e criminogena. Siamo tuttavia estremamente preoccupati per l’aggravarsi delle condizioni di salute del prof. Serravezza e ci sentiamo di invitarlo a cercare altre modalità di prosecuzione della protesta, che non mettano a rischio una delle voci più autorevoli del Salento sui legami tra violenza ambientale e salute del territorio e della cittadinanza. Prof. Serravezza, abbiamo troppo bisogno della sua passione e della sua competenza per rimanere indifferenti di fronte alla sua sofferenza. Noi tutti, di Lecce Bene Comune, ci stringiamo intorno a lei in un grande abbraccio, unendoci al suo grido di dolore: No Tap, né qui né altrove", concludono.

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