Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Si chiude il workshop, ma la Kater I Rades sarà ultimata a gennaio

Concluso ad Otranto il workshop "L'approdo. Opera all'umanità migrante": domani presentazioni dei lavori collaterali. Il monumento alla memoria "estratto" dal relitto sarà concluso tra un mese. L'approvazione, al momento, latita

OTRANTO - Si concluderà domani, 29 dicembre, il workshop del progetto “L’Approdo. Opera all’umanità migrante”, finalizzato alla trasformazione della motovedetta Kater I Rades in un’opera d’arte dedicata ai dispersi in mare e coordinato dallo scultore greco Costas Varotsos. Domani, pertanto, ad Otranto, alle ore 17, presso il Castello aragonese, si terrà la presentazione delle opere collaterali realizzate nel corso del workshop internazionale d’arte contemporanea.

All’appuntamento, prenderanno parte l’assessore alle politiche della pace della Provincia di Lecce, Bruno Ciccarese, il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, il presidente della Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo, Luigi Ratcliff, l’autore del saggio “Il Naufragio. Morte nel Mediterraneo”, Alessandro Leogrande. Sono otto i giovani artisti che hanno partecipato all’iniziativa organizzata dalla cooperativa Artemisia in collaborazione con la Biennale dei giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo: Mohamed Ziada (Egitto), Rami Farah (Siria), Victoria Lenidou (Cipro), Dusica Ivetic (Montenegro), Arta Ngucaj ed Arben Veqiraj (Albania), Raffaela Zizzari (Italia), Sandra Lorenzi (Francia).

Gli artisti hanno dato vita ad un itinerario di ricerca che, partendo dal relitto della Kater I Rades, ha interessato la città di Otranto, i suoi cittadini, la sua storia, il suo ruolo nel contesto del Mediterraneo sud orientale, il rapporto con il fenomeno migratorio che ha segnato la storia della città dagli anni Novanta ad oggi.

Il risultato sono otto lavori ideati e realizzati nel corso dei dieci giorni di workshop, utilizzando materiali e linguaggi diversi: dalla pietra al legno, dallo specchio al gesso, dalla luce al suono, alla fotografia. Le opere, a cominciare dalla loro stessa collocazione in più punti della città, pongono il problema del rapporto tra la città, la sua identità ed il mare inteso come rapporto con l’altro.

Kater I Rades 2 (foto M.B.)-2Ma, al di là dell’idea che c’è alla base del progetto, ossia la memoria di quanti hanno perso la loro vita in mare dentro una terra che ha rappresentato e continua ad essere crocevia di cultura ed accoglienza, la comunità resta “fredda” dinanzi alla collocazione dei resti della nave nell’area ex Fabbriche: si contesta in particolare la non perfetta integrazione dell’opera, per il suo impatto visivo, nella zona, recentemente riqualificata dall’amministrazione. 

Ci sono poi domande legittime sui costi di questa operazione, con, da una parte, gli amministratori che garantiscono che per il Comune di Otranto non esista alcun carico e, dall’altra, con cifre che ballano e sulle quali, nell’appuntamento di domani, sarebbe il caso di fare chiarezza. Resta che l’opera contemporanea “tratta” dalla Kater non sarà pronta per domani, come previsto nel programma: le piogge e il forte vento dell’ultima settimana hanno rallentato i lavori, rimandando il tutto a fine gennaio. Allora, il monumento alla memoria sarà completo e i giudizi più attendibili. Fatto sta che l’approvazione, al momento, latita.

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