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Si fa il punto sul Centro per l'istruzione degli adulti

Il gruppo consiliare del Partito democratico a Palazzo dei Celestini chiede informazioni alla provincia sullo stato di attuazione delle due strutture di Lecce e Ugento: proposta interrogazione

Prov2-32

LECCE - Il gruppo consiliare provinciale del Pd interroga Palazzo dei Celestini sull'istituzione nell'ente di 2 centri per l'istruzione degli adulti. La legge 296 del 27 dicembre 2006 prevede, infatti, la riorganizzazione dei Centri territoriali permanenti per l'educazione degli adulti, funzionanti presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, in centri su base provinciale e articolati in reti territoriali, da svolgersi nell'ambito.

Con deliberazione di Giunta regionale del 19 ottobre 2010, si invitavano gli enti locali a presentare le proprie proposte in ordine all'attivazione dei Cpia, a partire dall'anno scolastico 2011/2012; con atti autonomi le sei province pugliesi hanno assicurato per ciascun Cpia di competenza la disponibilità di sedi scolastiche idonee e dei relativi arredi, quali sedi della struttura organizzativa e di erogazione del servizio;

La Regione successivamente ha individuato la rete territoriale di riferimento, atta a garantire un'offerta più ampia possibile sul territorio provinciale, istituendo 13 Cpia di cui 2 nella provincia di Lecce; con il decreto del Ministero dell'Interno del 4 giugno 2010 si stabilisce che il rilascio di soggiorno agli immigrati viene subordinato alla conoscenza della lingua italiana, così come stabilito all'articolo 2, che così recita: "lo straniero deve possedere un livello di conoscenza della lingua italiana? in corrispondenza al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue"; all'articolo 4, si afferma "non è tenuto allo svolgimento del test di cui all'art. 3 lo straniero: che ha frequentato un corso di lingua italiana presso i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti".

Al decreto fa seguito l'Accordo quadro tra il Ministero dell'Interno e quello dell'Istruzione dell'11 novembre 2010, nel quale accordo il Cpia viene indicato come struttura preposta alla somministrazione dei test di conoscenza della lingua italiana agli immigrati, richiedenti asilo politico; a sei mesi dell'entrata in vigore del decreto il Ctp di Lecce ha somministrato tre test ad un totale di oltre 100 stranieri e che un altro test è previsto per il 21 luglio prossimo; la VII Commissione parlamentare nello spostare dal 31 agosto 2011 al 31 agosto 2013 il passaggio dal Ctp al Cpia non impedisce di mettere in atto il percorso di autonomia dei centri così come fatto dalla Regione.

In riferimento a questo quadro, i consiglieri del Pd (Cosimo Durante, Alfonso Rampino, Gabriele Caputo, Roberto Schiavone, Loredana Capone) chiedono di conoscere per quali motivi, in attesa dell'approvazione del regolamento, non si stia dando corso alla riorganizzazione dei due Ctp di Lecce ed Ugento in ordinamenti scolastici autonomi, visto il piano regionale di riordino della rete delle istituzioni scolastiche, gli obiettivi assegnati dalla recente normativa citata e visto il riconoscimento che viene dato loro dal Ministero dell'Istruzione, quando, nella circolare del 16 giugno 2011, sostiene "il ruolo strategico dei centri Territoriali Permanenti nella realizzazione ed implementazione delle politiche d'integrazione degli stranieri".

Inoltre si chiede se la Provincia sia a conoscenza dell'attuale strutturazione dei Centri nella Provincia, "appiattiti sulle scuole che li ospitano e non in grado di svolgere a pieno le nuove funzioni formative degli adulti italiani e stranieri, procedendo così in modo contrario alle raccomandazioni del Consiglio d'Europa che assume l'investimento sulla formazione lungo tutto l'arco della vita quale elemento strategico per affrontare le sfide dell'innovazione culturale, sociale ed economica"; il Pd si domanda se la Provincia sia consapevole che i Centri rispondono ai "bisogni degli italiani, che hanno abbandonato la scuola" e a quelli degli immigrati "attraverso l'accoglienza e la frequenza di percorsi di apprendimento della lingua italiana".

In definitiva, il Pd chiede chiarezza alla Provincia per sapere se l'ente non ritenga, invece, opportuno istituire il Comitato locale Interistituzionale per l'Istruzione degli Adulti come luogo in cui "confrontare i diversi punti di vista sui cambiamenti del sistema scolastico, nonché alla necessità di definire un percorso condiviso e partecipato per l'elaborazione di un patto territoriale per salvaguardare la qualità della scuola quale bene prezioso per l'integrazione degli immigrati e per lo sviluppo dei territori".

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