Crollo di Ostuni, la sicurezza delle scuole priorità per Fillea Cgil

Il sindacato dopo il tragico incidente: "Riscontriamo irregolarità anche in cantieri di edilizia scolastica in provincia di Lecce, a partire dall'elusione del contratto nazionale". "Enti appaltanti, prima di assegnare i lavori, verifichino requisiti professionali e morali delle imprese"

LECCE - Evidentemente per la sicurezza nelle scuole non basta stanziare milioni di euro da destinare ai Comuni che presentano progetti idonei. Gli ultimi provvedimenti legislativi in materia di edilizia scolastica adottati dal Governo (decreto della presidenza del Consiglio del 13 giugno e 30 giugno 2014) hanno messo a disposizione un miliardo e 94 milioni di euro per 20 mila e 845 edifici, di cui ben 400 milioni destinati alla messa in sicurezza (“piano scuole sicure”). Sicuramente un’opportunità per tutti quei municipi che hanno necessità di ristrutturare le scuole, ma se a ciò non si affianca una politica di monitoraggio che garantisca il rispetto delle regole nell’esecuzione dei lavori, avvisa la Fillea Cgil, si corre il rischio di utilizzare le risorse pubbliche senza raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il crollo dei calcinacci della scuola elementare di Ostuni, dove erano da poco stati eseguiti lavori di ristrutturazione e dove è stata sfiorata la tragedia, ne è la conferma. Le cause dell’incidente di Ostuni sono ancora in fase di accertamento, ma risulta che sul tavolo del sostituto procuratore ci sia già un’accurata informativa in cui è indicato l'elenco delle imprese e dei tecnici che hanno eseguito e diretto i lavori di ristrutturazione, iniziati nel 2010 e conclusi a dicembre 2014. La scuola era stata inaugurata a gennaio scorso, dopo le vacanze di Natale.

“Purtroppo abbiamo già riscontrato, in alcuni cantieri di edilizia scolastica in provincia di Lecce, laddove ci è stato consentito l’accesso, il diffondersi a macchia di leopardo dell’elusione del contratto nazionale di categoria a favore di altre forme di irregolarità, come le false partite Iva che le maestranze sono costrette a dichiarare per potersi garantire un posto di lavoro in cantiere – commenta il segretario generale Alessio Colella - . Sono espedienti che, nel sistema degli appalti pubblici, consentono alle aziende di risparmiare e di essere più competitive sul mercato. Quando si risparmia, però, lo si fa sempre sacrificando aspetti fondamentali: qualità dei lavori, dei materiali utilizzati, applicazione dei contratti di lavoro vigenti, norme di sicurezza”.

I risultati di lavori fatti in economia potrebbero produrre, dunque, episodi come quello di Ostuni: “Ecco perché è importante, sempre, valutare, in fase di assegnazione dei lavori, che gli enti appaltanti (Comuni e Province) riconoscano i requisiti professionali e morali delle imprese a cui vengono affidati i lavori”.

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Secondo il sindacato di categoria di Cgil Lecce è necessario, quindi, sensibilizzare i dirigenti scolastici degli istituti affinché, insieme ai tecnici comunali, prestino più attenzione preventivamente all’assegnazione dei lavori. La Fillea Cgil ha già segnalato agli organi di vigilanza queste problematiche, ma è necessario intensificare quella rete di controlli che consenta, a ciascuno organo per le proprie competenze, di tenere alta la guardia su questi fenomeni, onde scongiurare tragedie che potrebbero coinvolgere insegnanti, ragazzi delle scuole e, chiaramente, anche gli operai dei cantieri interessati.

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