Dramma degli operai della 275: i sindacati sollecitano le istituzioni

Il gruppo Palumbo ha proceduto con i licenziamenti collettivi, Cgil, Cisl, Uil chiedono lo sblocco dei lavori. Il presidente Gabellone chiede unità nel trovare una soluzione

Una recente manifestazione

LECCE - I licenziamenti dei lavoratori del gruppo Palumbo e le continue proteste degli stessi che, da giorni, presidiano la strada 275 Maglie -Leuca, rappresentano la principale vertenza sindacale dell’estate. I sindacati confederali, Cgil Cisl e Uil e di categoria, Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl, non intendono mollare la presa e per queste ragioni hanno scritto una lettera di sollecito al prefetto di Lecce, al presidente di Anas, al presidente della Regione Puglia, al ministro delle Infrastrutture Del Rio.

“Nonostante tutti gli sforzi profusi per attivare le azioni di carattere sindacale mirate a salvaguardare i posti di lavoro, le aziende hanno preceduto al licenziamento collettivo del personale dipendente – esordiscono i segretari - . Si tratta di maestranze che hanno già realizzato importanti opere giunte ormai a completamento (come la strada statale Maglie-Otranto) e che oggi stanno subendo le conseguenze del blocco e del mancato avvio di altre importanti arterie, ritenute a giusta ragione, strategiche per lo sviluppo e la sicurezza del nostro territorio (strada regionale 8 Lecce-Melendugno e la 275)”. “Riteniamo non più differibile l’inizio dei lavori, non solo per dare risposte di carattere occupazionale ad un territorio segnato da una forte emorragia di posti di lavoro, ma soprattutto per dotare il Salento di infrastrutture annunciate ed attese da anni – si legge ancora nella lettera - . È per questo che riteniamo fondamentale la piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti interessati dai quali ci aspettiamo un’azione immediata e concreta”.

“Alla luce delle ultime iniziative prese dai lavoratori, siamo preoccupati che l’allungamento dei tempi possa degenerare in azioni di difficile governo oltre che prestare il fianco a inutili tentativi di strumentalizzazione politica – proseguono i sindacalisti - . Chiediamo, pertanto, al prefetto, che ha già più volte dimostrato sensibilità ed attenzione su questi temi, di calendarizzare in tempi brevissimi l’incontro già annunciato alle organizzazioni sindacali di categoria (da ultimo l’8 agosto scorso) con Anas e Regione Puglia”. Sulla vertenza è intervenuto anche il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone che ha voluto esprimere la sua piena solidarietà agli operai: “Certamente ogni iniziativa politica a sostegno della loro causa e di quella del raddoppio dell’arteria è auspicabile e importante in questa fase, ma l’impressione è quella di una partecipazione su questo tema di alcuni esponenti politici di un’area politica ben definita, con ruoli di governo sia a Bari che a Roma, che appare sempre più evidente quanto poco comprensibile”.

“Tutti abbiamo partecipato ad iniziative di ogni genere in quel lembo di territorio importante per l’intero Salento, iniziative che sono state organizzate da associazioni, partiti politici e anche dalla locale curia vescovile – ricorda Gabellone - : tutti momenti importanti, con scarsi risultati pratici, perché la vicenda è su un binario morto”. “Pare evidente, dunque, che occorra modificare in maniera netta l’atteggiamento – conclude Gabellone -: bisogna andare a Roma, magari mettere le tende, dal presidente dell’Anas, perché insieme al presidente Emiliano (la Regione co-finanzia in maniera importante il raddoppio), agli assessori e ai consiglieri regionali del Salento, ai parlamentari, al presidente della Provincia ed ai consiglieri provinciali, ai sindaci e agli amministratori del territorio si possa avere un faccia a faccia risolutivo con i vertici di Anas per ribadire la necessità di realizzare l’opera e per capire le reali intenzioni dell’azienda, soprattutto in termini di tempi di cantierizzazione del raddoppio”.

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