Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

I sindaci: "Le colpe ci sono, ma si deve chiudere il ciclo dei rifiuti"

In platea, ad ascoltare il magistrato leccese, c'erano diversi sindaci. Gli amministratori si fanno carico delle forti sollecitazioni, ma rivendicano anche le iniziative a difesa del territorio

A sinistra Dina Manti con Elsa Valeria Mignone.

LECCE - Tra i primi cittadini che erano seduti in platea ad ascoltare l'intervento del sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, c'erano Ivan Stomeo, Dina Manti e Andrea Romano, sindaci rispettivamente di Melpignano, Corigliano d'Otranto e San Cesario di Lecce. Presenti anche il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, e l'assessore Virginia Panese per il Comune di Calimera.

Gli amministratori locali sono stati tirati in ballo senza troppe premure dal magistrato che ha accusato la classe dirigente locale di scarsa vigilanza in tema di gestione dei rifiuti e anche di connivenza, almeno in qualche caso. D'altra parte le emergenze ambientali sono un tema di stretta attualità e solo negli ultimi tempi pare essersi finalmente diffusa la consapevolezza della necessità di intervenire in maniera più approfondita per conoscere il nesso tra fattori ambientali e possibili danni per la salute.

"La resposabilità degli enti locali sicuramente c'è, però è anche vero che quando i sindaci si occupano delle questioni i risultati si ottengono" ha detto Stomeo riferendosi alla vicenda della Copersalento, chiusa nel 2009 dopo una vasta mobilitazione sul territorio magliese per le emissioni di diossina, ma anche a quella della Tarantino Concimi, nel cui procedimento giudiziario per getto di cose pericolose il Comune di Melpignano, si è costituito parte civile. In generale, per Stomeo, l'unica soluzione per risolvere il problema delle discariche è quello di portare a compimento il ciclo dei rifiuti: "Cosa che non si è fatta per responsabilità evidentemente politiche - ha aggiunto il sindaco - e che ora speriamo Emiliano voglia davvero affrontare".

Per Dina Manti, di Corigliano d'Otranto, è importante che ci sia "un'attenzione condivisa. Nel nostro piccolo - ha spiegato - abbiamo attivato la consulta per l'ambiente e stanziato fondi propri per studiare l'eventuale nesso tra neoplasie e genotossicità del suolo". Il comune amministrato dalla Manti è al centro di una grossa vertenza ambientale, quella che riguarda la discarica realizzata sulla falda, al momento non ancora entrata in funzione e per la quale si sta conducendo una battaglia finalizzata almeno alla ricezione nel sito di tipologie di rifiuti compatibili con le caratteristiche idrogeologiche. 

Andrea Romano, sindaco di San Cesario di Lecce, tira un sospiro di sollievo: "Avevamo visto giusto - ha ricordato - nell'opporci alla realizzazione di un impianto a biomasse a Cavallino, con una mobilitazione vasta, ben oltre i confini del comune interessato". Il riferimento è al passaggio del magistrato sulle autorizzazioni troppo facilmente concesse per quel tipo di insediamento. "Sono pienamente d'accordo - ha aggiunto il primo cittadino del comune della cinta leccese - sul nesso perverso tra destino pubblico e profitto privato per quanto riguarda le discariche; è una dinamica tutta italiana: sono le aziende che devono bonificare mentre gli enti locali potrebbero usare le royalties che ricevono per monitoraggi supplementari". Romano si è detto convinto della necessità di approfondire le analisi sulla qualità dell'aria, specialmente presso i siti inquinanti.

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