Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

“Totonomine” per la nuova Provincia: tre sindaci Pd chiedono la scelta con le primarie

Dai primi cittadini di Galatina, San Cesario di Lecce, Corigliano d'Otranto l'appello per una consultazione aperta per la scelta del presidente e dei componenti del consiglio. La richiesta di un percorso politico condiviso anche da Egidio Zacheo

LECCE – Tre sindaci del Pd, quelli di Galatina, San Cesario di Lecce e Corigliano d’Otranto chiedono le primarie per la scelta del nuovo presidente e del consiglio provinciale. Su una posizione mediana si schiera invece il primo cittadino di Campi Salentina, favorevole alla creazione di un percorso politico sottratto agli accordi riservati ma scettico sulla soluzione individuata dagli altri tre.

Dopo la “dieta” imposta dalla riforma Delrio che ne ha abolito la matrice elettiva, la Provincia è diventata un ente di secondo livello, le cui funzioni sono tra l’altro ancora in via di specificazione: presidente e consiglieri verranno eletti dai sindaci e dai consiglieri di tutti i comuni del Salento. Ed è proprio la ristrettezza della base elettorale a indurre Egidio Zacheo a ritenere “improponibile”  la soluzione proposta da Cosimo Montagna, Andrea Romano e Ada Fiore. E’ abbastanza chiaro che su questo nodo pesa comunque l’insofferenza della minoranza interna nei confronto della segreteria provinciale, guidata da Salvatore Piconese. Non a caso il più accreditato dal “totonomine per quanto riguarda il fronte del centrosinistra.

“Se l’elezione del futuro consiglio provinciale e del suo presidente – scrivono i tre sostenitori delle primarie in una nota - non costituiranno un’occasione di dibattito e coinvolgimento eccezionale, degli amministratori locali avremo perso un’opportunità, l’ennesima, per permettere a un percorso di riforme di incidere concretamente anche sul nostro modo di fare e pensare la politica, la relazione con i territori, la nostra aderenza alle sfide che questo tempo ci impone. Al di là delle funzioni e delle risorse assegnate per decreto legge, è essenziale che il nuovo corso non si inauguri con un’algebra da segreterie e segrete stanze, stanca e triste replica del già visto”.

“Per la politica, per la sua necessità di affrancarsi dalle asfittiche logiche delle cordate e dalle segreterie di partito, è necessario adesso più che mai, e vitale, aprire porte e finestre ed avviare immediatamente un coinvolgimento degli amministratori. Così come è necessario, per tutti coloro che quotidianamente affrontano e  vivono le difficoltà del governo degli enti locali, recuperare il giusto protagonismo sulla possibilità di determinare il futuro del Salento. Siamo convinti che alla guerra di nomi, usciti dalle segrete stanze, si debba rispondere con una grande festa della democrazia. Anche per questo, nei prossimi giorni daremo vita ad un’assemblea provinciale di sindaci ed amministratori per condividere metodo di scelta e piattaforma programmatica”.

Dalla segreteria provinciale del Pd si getta acqua sul fuoco: il percorso di discussione è stato intrapreso e saranno espletate tutte le tappe di confronto previste prima di giungere alle decisioni del caso.

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