Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Sindaci schierati: "La chiusura del laboratorio di analisi peggiora il servizio"

I primi cittadini scrivono al presidente Emiliano per difendere il modello di sanità territoriale del distretto di Martano e chiedere l'apertura di un tavolo tecnico

MARTANO - Una lettera aperta contro la chiusura del laboratorio di analisi del distretto socio-sanitario di Martano è giunta sulla scrivania del governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano.  È stata firmata dal sindaco di Martano, Fabio Tarantino, e dai primi cittadini del coordinamento istituzionale dell'Ambito sociale di Martano e dall’Unione dei Comuni della Grecìa salentina. L’obiettivo? Impedire lo smantellamento della struttura, considerata un ingranaggio fondamentale del modello di sanità territoriale sviluppato a Martano, e aprire un tavolo tecnico di discussione per disegnare collettivamente il futuro del Poliambulatorio.

“La presenza di laboratorio analisi, radiologia, servizi specialistici insieme ai medici di base ed ai pediatri del distretto hanno determinato la costruzione di una solida e consolidata rete di cure primarie territoriali, con una riduzione del numero di accessi ospedalieri e al pronto soccorso, del numero di ricoveri e richieste di visite specialistiche intramoenia,  nonché un abbattimento dei costi per la spesa farmaceutica”, scrivono i sindaci.

E ancora: “La realizzazione di un sistema integrato di assistenza sanitaria sul territorio, inoltre, ha comportato ulteriori investimenti sulla struttura, che porteranno al prossimo ampliamento con un potenziamento polifunzionale che risulterebbe fortemente compromesso dalla chiusura del laboratorio analisi”.

Numerosi sarebbero, secondo i rappresentanti istituzionali,  i servizi “danneggiati” dal progetto della Asl e tra questi si annoverano: la dialisi; il day service diabetologico e la possibilità di effettuare le curve da carico di glucosio; la gestione dei pazienti oncologici in trattamento chemioterapico; il day service dello scompenso cardiaco; la diagnosi rapida dell’infarto cardiaco; la diagnosi di embolia polmonare.

“Inoltre – si legge ancora nella lettera - l’analisi istantanea di emocromo ed elettroliti ha permesso di determinare all’istante la presenza di leucemie a rapido decorso; così come, la possibilità di effettuare l’emocromo a caldo ha consentito di individuare in tempi brevi condizioni di piastrinopenia”.

La riorganizzazione della rete aziendale dei laboratorio analisi della Asl Lecce non sarebbe solo uno spostamento verso il laboratorio di riferimento a Lecce, ma un vero e proprio “smantellamento di un intero sistema di sanità territoriale che da anni rappresenta un modello vincente”.

I sindaci rivendicano la validità di un modello che - come testimoniato e dimostrato dai dati sull'assistenza sanitaria -  avrebbe generato risparmi e permesso all’azienda sanitaria locale di tamponare le falle organizzative e gestionali in altri pezzi della stessa Asl. “La chiusura del laboratorio analisi porterebbe ad un progressivo peggioramento nella qualità dell'assistenza, con aumento dei costi ed appiattimento e omologazione agli altri sistemi che negli anni si sono dimostrati fallimentari”, puntualizzano loro.

“Chi dice che oggi il laboratorio possa essere smantellato nell'ottica di un'organizzazione economicamente e tecnicamente valida, sta di fatto smantellando un avamposto di organizzazione territoriale sanitaria funzionale ed economicamente sostenibile”, si legge in chiusura della missiva. 

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