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Il sindaco spinge il nuovo impianto: tariffe vantaggiose e compostaggio

Il primo cittadino di Cavallino spiega alle amministrazioni comunali dell'ex Ato Lecce 1 i benefici del progetto di ammodernamento del sito di località Guarini. Il commissario regionale Grandaliano replica: "Il nodo vero si annida nella discarica, che è privata"

Foto d'archivio.

LECCE – L’estate porta con sé problemi nella raccolte dei rifiuti? Così pare a giudicare dalle parole di Bruno Ciccarese Gorgoni, sindaco di Cavallino, a proposito degli interventi di ammodernamento e integrazione dell’impianto di trattamento di località Guarini che era ed è tuttora a servizio di 27 comuni, tra cui il capoluogo.

"Negli anni scorsi, il Comune di Cavallino, in adempimento a un obbligo e ad una delega ricevuta dall’ex Ato, ha definito e sviluppato il progetto degli interventi di ammodernamento di questa importante infrastruttura. L’urgenza di intervenire sull’impianto esistente era legata al fatto che lo stesso è divenuto del tutto obsoleto, non solo perché basato su principi e tecnologie vecchie di venti anni, ma anche e soprattutto perché non più rispondente alle esigenze di un’utenza alle prese con le nuove problematiche (e i costi altissimi) della raccolta differenziata spinta".

Il recupero dei materiali e l'impianto di compostaggio

Ciccarese Gorgoni rivendica quindi l'assunzione di responsabilità del suo comune che si è fatto carico della realizzazione di un impianto che giudica futuristico e senza paragoni nel resto d'Italia: "L’impianto di cui stiamo parlando, che dovrebbe sostituire le attuali fatiscenti installazioni, è costituito da una linea di selezione automatizzata, altrimenti detta ReMat (recupero materie), in grado di riconoscere, separare e recuperare le singole frazioni merceologiche presenti nei rifiuti. Esso è altamente flessibile, in quanto può processare sia rifiuti mono-materiale da raccolta differenziata che rifiuti misti e indifferenziati". Ma c'è di più e cioè la realizzazione di un impianto di compostaggio per colmare quella lacuna che costituisce l'anello più debole del cosiddetto ciclo dei rifiuti: "Oltre alla linea ReMat, il progetto prevede l’integrazione funzionale della piattaforma di località Guarini con un impianto di compostaggio. Il comune di Cavallino si è fatto carico di ospitare anche il primo impianto di compostaggio in provincia di Lecce.

Le tariffe

L'entrata in funzione dell'impianto dopo l'ammodernamento con la tecnologia descritta, garantisce il primo cittadino, assicurerà un sostanziale risparmi in termini economici: "Grazie a questa nuova sezione impiantistica, le amministrazioni comunali del Salento smetteranno di dissanguarsi per conferire la frazione organica ad impianti localizzati fuori provincia o addirittura fuori regione alla 'modica' tariffa di 180 euro per tonnellato. Per conferire la frazione organica all’impianto di compostaggio previsto in località Guarini si pagherà un importo di circa 70 euro, meno della metà di quanto si spende attualmente".

Un approfondimento a parte, spiega Ciccarese Gorgoni, riguarda la gestione della frazione secca; "Per quanto riguarda i rifiuti indifferenziati, i Comuni che conferiscono alla piattaforma di Guarini pagano attualmente una tariffa di 37 euro per tonnellata. Ebbene, faccio presente che una recente sentenza del Consiglio di Stato ha sancito che tale tariffa non è congrua e che deve essere ridefinita ed adeguata, sicché a breve la stessa diventerà di oltre 50 euro per tonnellata, ovvero di importo circa equivalente a quello che si pagherebbe con il nuovo impianto. In questo caso, la differenza è che quest’ultimo offre un servizio di qualità molto superiore, garantendo un ulteriore recupero di materie prime dai rifiuti indifferenziati, con conseguente riduzione dei sovvalli destinati a discarica (e relativi minori oneri di smaltimento). Le frazioni secche da raccolta differenziata (carta, plastica, ecc..) potranno essere conferite al nuovo impianto a una tariffa di circa 52 euro per tonnellata. Lascio alle singole amministrazioni il compito di valutare il potenziale risparmio rispetto alle tariffe che esse pagano attualmente".

Possibile il ritorno alla raccolta multimateriale

Oltre al vantaggio economico, un altro elemento di forza del progetto sta nella capacità di aprire un nuovo scenario, che in realtà sembrerebbe quasi un ritorno al passato: "Tuttavia, importanti benefici - ha aggiunto il sindaco di Cavallino - si potrebbero trarre grazie alle capacità di selezione del nuovo impianto. Pochi si rendono conto che questo tipo di impianto, grazie alle sue caratteristiche di funzionamento, può effettuare la raccolta differenziata in modo automatizzato, senza che sia richiesto al cittadino di doverla fare in casa propria. Le implicazioni di ciò sono di enorme rilevanza, in quanto tale impianto consentirebbe alle amministrazioni comunali di rimodulare i servizi di raccolta differenziata, prevedendo il ritorno alla raccolta multi-materiale (molto meno costosa di quella attuale) supportata dalla raccolta separata della frazione organica".

L'accusa di inerzia al commissario regionale

La chiosa di Ciccarese è una sollecitazione diretta a Gianfranco Grandaliano, commissario dell'agenzia regionale per i rifiuti:  "Purtroppo, al momento, a causa dell’inerzia del commissario delegato, non esiste ancora alcuna certezza sulle tempistiche necessarie a dar corso agli interventi di ammodernamento ed integrazione funzionale della piattaforma di località Guarini. Lo stesso commissario ha appena dichiarato agli organi di informazione che la Regione è ancora alla ricerca di un sito dove realizzare un impianto di compostaggio e non si capisce oggettivamente il motivo di questo affannarsi, visto che il sito esiste già (quello di località Guarini) e per la realizzazione dell’impianto si attende unicamente il suo nullaosta".

La replica di Grandaliano

Per Grandaliano, tuttavia, quelle del sindaco sono dichiarazioni confuse: “Innanzitutto è opportuno ricordare che la sottoscrizione del contratto propedeutico all’avvio dei lavori di ammodernamento e completamento della piattaforma di trattamento rifiuti sita in località Guarini, qualora ne sussistano i presupposti, è e resta in capo al Comune di Cavallino. Ciò trova conferma nello schema contrattuale allegato al progetto di fattibilità tecnica e economica presentato in fase di gara, che prevede quali uniche parti contraenti proprio la città di Cavallino e l’eventuale aggiudicatario”.

“Infine – prosegue Grandaliano - anche se fosse stato sottoscritto il contratto, questo avrebbe riguardato comunque, esclusivamente,  l’impianto di biostabilizzazione e non già la discarica, laddove, per stessa ammissione del sindaco di Cavallino, si annida il vero problema. La discarica, infatti, è di proprietà di Cisa, la quale è pertanto l’unica responsabile della gestione della stessa. Nessuna competenza in merito appartiene all’agenzia regionale, che così come stabilito dalla legge risponde solo della gestione degli impianti pubblici di trattamento rifiuti”.

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