Sindaco si oppone alla richiesta per il 25 aprile: e "Bella Ciao" resta a piedi

L'associazione Bene Comune Tuglie aveva presentato la richiesta di diffondere da un'auto privata le canzone popolare, senza però ricevere l'autorizzazione

Il gruppo di Bene Comune Tuglie.

TUGLIE – Il diniego del sindaco, Massimo Stamerra, alla possibilità di diffondere dagli altoparlanti di un’auto privata alcune canzoni legate alla festa della Liberazione – tra cui Bella Ciao - non è piaciuto al gruppo consiliare “Bene Comune Tuglie”. Dopo uno scambio epistolare – tra la richiesta dell’associazione “Bene Comune”, il sollecito e un paio di risposte – la vicenda è diventata di pubblico dominio.

I richiedenti hanno lamentato una disparità di trattamento: nel comunicato riferiscono che a una associazione è stato consentito – sempre in tempi di distanziamento fisico – di diffondere un tipico canto pasquale, "Lu Lazzarenu" e a un’altra ancora di richiamare l’attenzione dei cittadini chiusi in casa con effetti sonori e visivi. E hanno aggiunto che lo stesso sindaco, per diversi giorni e sempre durante l'epidemia di Covid, aveva diffuso l’inno di Mameli percorrendo le strade del paese.

Stamerra precisando in una seconda replica di non avere alcun intento discriminatorio, ha spiegato che l’iniziativa sollecitata non poteva considerarsi radicata nel patrimonio della tradizione locale e ha anche richiamato le stringenti disposizioni straordinarie del ministero degli Interni, in virtù delle quali l’amministrazione “se mai” avesse ritenuto di voler celebrare la Liberazione, lo avrebbe potuto fare solo con le associazioni partigiane e combattentistiche.  

E così presidente di Bene Comune Tuglie, Lorenzo Longo, e i componenti del gruppo consiliare, Alessandra Moscatello, Valentina Serini e Gianpiero Pisanello, hanno voluto denunciare la scelta di Stamerra sottolineando che la loro iniziativa voleva essere “una semplice occasione per ricordare con entusiasmo a tutti i tugliesi quello che rappresenta per gli italiani questa data. Una ricorrenza che non dovrebbe avere colore politico perché della libertà conquistata ne godono tutti quanti”. E ancora: “Bella Ciao ormai è il simbolo della libertà in tutto il mondo ed è cantata ovunque ci sia un diritto da difendere, un’oppressione da combattere, un sopruso contro cui lottare e resistere. Solo alcuni italiani non hanno ancora capito il valore morale e civile di queste note”.

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