Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Il sindaco sfida lo Iacp: “Per pagare i debiti vi diamo i terreni, voi fate le case”

Ancora più tesi i rapporti con l'ente dopo la sentenza del Consiglio di Stato sull'indennizzo per l'area mercatale di via Bari. Attacco sulla gestione della coordinatrice generale, Sandra Zappatore: "Direzione politica, strana assonanza con il centrosinistra"

Zona 167/B.

LECCE – C’è mezzo governo cittadino al tavolo della sala giunta di Palazzo Carafa per lo scontro frontale con l’Istituto autonomo case popolari. E’ soprattutto la coordinatrice generale, Sandra Zappatore, a finire nel mirino del sindaco, Paolo Perrone: l’accusa è di essere allineata al centrosinistra e al Partito democratico in particolare, delle cui vicende congressuali provinciali è stata di recente protagonista attiva, e di dare quindi una “direzione” politica all’istituto.

Il primo cittadino ha chiamato accanto a sé gli assessori Luigi Coclite (Contenzioso), Attilio Monosi (Bilancito e Patrimonio), Gaetano Messuti (Lavori Pubblici), Luciano Battista (Annona), gli esponenti dell’amministrazione direttamente interessati dall’ultima querelle con Iacp, quella relativa alla sentenza del Consiglio di Stato sui terreni di via Bari dove il Comune ha realizzato l’area mercatale, al momento ancora ferma al palo per lavori di adeguamento imposti da una sentenza del Tar.

Ma l’occasione è stata colta anche per allargare l’ampiezza dell’offensiva ad altri fronti, dal mercato multietnico di viale Aldo Moro all’edilizia residenziale pubblica, sulla quale Perrone ha lanciato una vera e propria sfida all’istituto: noi mettiamo i terreni e voi trovate i soldi, questa la sostanza. I  lotti potrebbero, nelle intenzioni dell’amministrazione, compensare l’indennizzo che il Consiglio di Stato ha imposto al Comune di corrispondere nei confronti di Iacp proprio in merito a quella permuta del 1975: aree dove poi sono stati realizzati alcuni palazzi della 167 B in cambio del terreno di via Bari.

Per l’amministrazione, ha spiegato Luigi Coclite, la permuta è stata già definita con fatti concludenti da entrambe le parti (lo Iacp ha regolarmente costruito su quei lotti, l’amministrazione ha seguito l’iter per la realizzazione del mercato), ma la sentenza del supremo organo della giustizia amministrativa, su questo non ci sono dubbi, va comunque eseguita. Con la stessa modalità – terreni per soldi - Perrone ha proposto di estinguere l’ultima tranche del debito di 900mila euro, sempre nei confronti dell’istituto, scaturito da un’altra sentenza e questa volta riferito all’area sulla quale è poi stato realizzato il tribunale di via Michele De Pietro.

conferenza_perrone_iacp-2Nelle varie sedi giudiziarie, ha commentato Attilio Monosi, non è poi un fatto isolato: frequenti sono i contenziosi in Commissione tributaria su Ici e Tosap non versati alle casse comunali. Insomma i rapporti tra Comune e Iacp sarebbero ben lontani da quella collaborazione istituzionale che dovrebbe caratterizzare i rapporti tra i due enti. E la minoranza in consiglio comunale, in tutto questo, non si preoccuperebbe di contribuire ad affrontare l’emergenza abitativa: “Mai mi è stato proposto – ha dichiarato l’assessore al Bilancio -, un emendamento al Piano delle alienazioni che invitasse l’amministrazione a trasformare la destinazione urbanistica di alcuni terreni in vendita per farne edilizia residenziale”. 

Nel corso della conferenza l’assessore all’Annona ha detto che il mercato bisettimanale sarà definitivamente trasferito in via Bari nel giro di un mese dal giorno in cui l’Asl concederà il via libera alla richiesta di allargamento dei servizi igienici e delle aree degli stalli per gli operatori, così come imposto dal Tar. Il sindaco ha aggiunto, per quanto riguarda il mercato multietnico che l’amministrazione intende confermare la destinazione iniziale, anche allo scopo di arginare il fenomeno del commercio abusivo per le vie della città contro il quale i negozianti si scagliano periodicamente. Per questo la gestione della struttura verrà lasciata per un anno agli assegnatari ritenuti idonei dopo il bando, ma questa volta riuniti in consorzio. Se però questo tentativo dovesse naufragare, allora si virerà verso altre rotte: il polo dell’artigianato o la casa delle associazioni restano quindi, al momento, soluzioni solo sulla carta. Spetterà comunque al Consiglio comunale, ha precisato il sindaco, deciderne il destino.

Le precisazioni del commissario straordinario Iacp

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