Lupiae Servizi, nervi tesi in sala giunta: il sindaco difende il bando

Il primo cittadino ha attaccato la minoranza consiliare che aveva chiesto il ritiro: "Con Salvemini e Rotundo società avrebbe già chiuso"

Il sindaco Perrone con l'assessore Monosi e la presidene Turi.

LECCE – Alta tensione in sala giunta, questa mattina, in occasione di una conferenza stampa a proposito del bando pubblicato giorni addietro da Lupiae Servizi per la formazione di una graduatoria per nove assunzioni a tempo determinato.

La partecipazione di alcuni lavoratori, sia dei servizi di area amministrativa che di quella di area operativa, ha contribuito a irrigidire i toni e, ad un certo punto, è stato necessario l’intervento di alcuni dipendenti comunali per evitare che un battibecco tra lavoratori degenerasse in un alterco vero e proprio.

La decisione dell’azienda, partecipata interamente dal Comune di Lecce, ha provocato le proteste della minoranza che ha ritenuto inopportuno tanto il ricorso all’avviso pubblico e non al centro per l’impiego quanto la presentazione dello stesso in piena campagna elettorale.

In merito si sono espressi i consiglieri Carlo Salvemini, candidato sindaco, Antonio Rotundo, del Pd e Luigi Melica, dell’Udc chiedendo sostanzialmente il ritiro del bando e il reperimento delle risorse giudicate necessarie all’espletamento dei servizi – giardinieri, manutentori e un autista - all’interno dell’organico già in servizio, gran parte del quale – circa 200 su 272 - in regime di contratto di solidarietà, a 32 o 36 ore invece che a 40.

Il sindaco, Paolo Perrone, ha parlato dell’ennesima strumentalizzazione politica dell’opposizione: “Se tutti ci fossimo adeguati a Salvemini e Rotundo – ha dichiarato il primo cittadino – oggi la Lupiae non ci sarebbe più”. Perrone ha rivendicato l’impegno delle sue amministrazioni affinché l’azienda rimanesse pubblica e il mantenimento dei livelli occupazionali, seppur a fronte di sacrifici dovuti alle minori risorse economiche disponibili da parte del Comune.

Il primo cittadino ha anche rilanciato per il futuro, garantendo anche per il 2019 il rinnovo di tutte le convenzioni in essere tra l’ente e l’azienda a condizione che non sia superato l’attuale costo del lavoro: sul punto, però, ci sono evidenti resistenze.

Per Perrone, che ha assicurato di aver agito sempre secondo “coscienza e legittimità”, il ricorso al bando era l’unica via d’uscita possibile a fronte del nuovo fabbisogno nei servizi operativi: “La Lupiae non esiste solo per pagare gli stipendi ma anche per fornire i servizi ai cittadini” ha detto ricordando l’apertura di nuovi parchi in città e la necessità di manutenzione delle strade messe a dura prova dalle intemperie.

Alla presidente, Tatiana Turi, il compito di ripercorrere innanzitutto l’iter per il quale si è giunti alla decisione di pubblicare un bando: il punto di partenza è la deroga al piano industriale presentata al Comune alla fine del 2015 per poter procedere a nuovo reclutamento e poi concessa con delibera di consiglio in aprile, a condizione che preventivamente venisse verificata la disponibilità di chi già lavora a orario ridotto ad assumere le nuove mansioni.  

Il secondo passaggio nodale è quello della riunione del 6 maggio, alla presenza del primo cittadino e dei sindacati che oggi sono finiti al centro del mirino, rei di aver prima denunciato la carenza di personale e sollecitato l’azienda a ricorrere a lavoratori esterni e poi di aver fatto marcia indietro. In maniera “paradossale”, ha detto la Turi che già nei giorni scorsi, in una nota stampa, aveva accennato a una possibile lotta tra sigle per accaparrarsi il maggior numero di iscritti. La presidente ha quindi ribaltato sui sindacati l’accusa di essere in campagna elettorale.

Tatiana Turi ha anche ribadito i vani tentativi fatti per trovare tra gli amministrativi la disponibilità a svolgere le mansioni richieste, ma che questi sono stati infruttuosi perché nessuno si sarebbe fatto avanti, costringendo quindi la Lupiae a rivolgersi sul mercato.

Ma perché non rivolgersi Centro per l’impiego, evitando quindi qualsiasi sospetto in chiave elettorale? “Volevamo garantire la massima trasparenza e partecipazione”, ha risposto Tatiana Turi, facendo riferimento al tipo di selezione prevista, che include anche il superamento di prove pratiche. Insomma, Comune e Lupiae Servizi non si fidano dell’ex ufficio di collocamento per reperire giardinieri e manutentori.

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In chiusura dell’incontro, al quale ha partecipato anche l'assessore Attilio Monosi, Perrone ha comunque confermato di essere disponibile a far ritirare il bando purché a breve si facciano avanti i lavoratori che accettano lo spostamento sul settore dei servizi operativi.

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