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Indagato per truffa e falso, impiegato comunale perde la delega

In via cautelare il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ha ritirato ad un 59enne in servizio presso il settore Anagrafe la funzione di ufficiale. Avrebbe operato un raggiro con le marche da bollo, sostituendo quelle originale con altre false

LECCE – In attesa che l’attività giudiziaria faccia il suo corso - su di lui pende una richiesta di misura interdittiva avanzata dal sostituto procuratore Giuseppe Capoccia -, il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ha revocato a Paolo Ricchiuto, impiegato presso l’amministrazione comunale di Lecce, la delega alla funzione di ufficiale del settore anagrafe. Un provvedimento cautelare che giunge, come detto, in attesa dell’eventuale misura su cui dovrà pronunciarsi il gip del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò.

Ricchiuto, 59 anni, originario di San Donato di Lecce, è accusato di truffa e falso. A dare avvio alle indagini dei carabinieri, una denuncia in cui si evidenziava un presunto raggiro messo in atto dall’impiegato comunale attraverso la falsificazione delle marche da bollo utilizzate per le pratiche amministrative. Marche che l’indagato avrebbe sostituto.

Ipotesi e accuse che avrebbero trovato riscontro nei controlli e nelle perquisizioni operate dai militari dell’Arma presso l’ufficio anagrafe (e il relativo archivio storico) e l’abitazione dell’uomo che, dinanzi agli inquirenti, avrebbe già ammesso di aver falsificato alcuni atti. Le indagini proseguono per stabilire l’eventuale ammontare del denaro sottratto alle casse comunali.

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