Bilancio 2015 e spettro dissesto: il sindaco "interrogato" dalla Corte dei Conti

Il sindaco Carlo Salvemini insieme ai dirigenti Emanuele Carratta e Toti Laudisa è stato a Bari per integrare in audizione la relazione inviata a giugno

Sindaco, vice sindaco e dirigenti dei settori Tributi e Servizi economico-finanziari.

LECCE – Il sindaco di Lecce insieme ad alcuni dirigenti e funzionari del Comune è stato questa mattina a confronto con i giudici della sezione pugliese della Corte dei Conti.

L’istituzione deputata al controllo della situazione economica degli enti ha voluto approfondire alcuni aspetti a integrazione della relazione già inviata da Palazzo Carafa il 13 giugno scorso: il primo riguarda il credito vantato nei confronti del ministero della Giustizia per le spese di funzionamento degli uffici giudiziari che il Comune ha quantificato in oltre 12 milioni di euro; il secondo si riferisce al mancato versamento dell’imposta di soggiorno da parte di varie strutture ricettive per un totale di 440mila euro dal 2013 al 2017.

L’oggetto della verifica della corte è il bilancio consuntivo del 2015 che, come quello dell’anno precedente, fa balenare l’ipotesi di una dichiarazione di pre-dissesto: si tratta naturalmente di uno scenario estremo, ma da tenere nella dovuta considerazione data la costante fragilità dei conti di Palazzo Carafa, finiti più volte sotto la lente di ingrandimento della magistratura contabile. Il primo cittadino è stato accompagnato dal dirigente del settore Tributi, Emanuele Carratta, nominato nei mesi scorsi, da quello del settore economico finanziario, Toti Laudisa e da Fernando Maggiore, responsabile dell’ufficio bilancio.

“Dopo aver dato i chiarimenti richiesti – ha commentato il primo cittadino rientrando da Bari - siamo stati congedati. Nessuna possibilità di aggiungere altro. La procedura di svolgimento di queste sedute è molto rigido. Indecifrabili naturalmente le possibili conclusioni di questo controllo. Attendiamo fiduciosi la decisione perché certi di avere fatto tutto il nostro dovere, perché consapevoli delle difficoltà che restano, perché sappiamo come agire per venirne fuori”.

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Tra le fragilità croniche dell'ente, la scarsa capacità di contrastare l'evasione tributaria. L’amministrazione Salvemini, subito dopo il suo insediamento, ha avviato una serrata attività di accertamento tanto che, solo per quanto riguarda una annualità della tassa sui rifiuti (2013), sono stati emessi avvisi per quasi 5 milioni di euro ed entro la fine di questo anno si passerà al biennio successivo. Complessivamente il Comune ritiene di vantare crediti liquidi ed esigibili per 17 milioni di euro.

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