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Tap, da Sinistra Italiana interrogazione urgente. M5S: “Renzi contro le istituzioni”

Il consigliere regionale Borraccino contro la decisione del ministero dell’Ambiente. La senatrice Donno addita lo slogan dell’ex premier

Uno degli striscioni "No Tap"

LECCE – Nuovi attacchi, da più fronti, alla Tap: Sinistra Italiana con un’interrogazione urgente, il Movimento Cinque Stelle punta il dito contro il segretario democratico Matteo Renzi. Nella giornata di ieri, infatti, il consigliere regionale Mino Borraccino, ha infatti presentato un’interrogazione in consiglio regionale, sulla decisione del ministero dell'Ambiente di avocare a sé i poteri di vigilanza sulle prescrizioni presentate dalla società del gasdotto.

"Ben 12 valutazioni da ottemperare prima di iniziare lo scavo del pozzo di spinta nel cantiere di Melendugno. La Regione Puglia deve esprimere pareri piuttosto “pesanti”, come la verifica degli appalti per ciò che concerne l’eliminazione degli inquinanti, sull’impatto paesaggistico del terminale di ricezione, sul piano di opere di mitigazione ambientale, sull’analisi dei rischi di incidenti, sulla compensazioni e sullo studio sismico nella zona del pozzo di spinta - afferma Borraccino - inaccettabile togliere le competenze regionali assegnate dal Ministero dell'Ambiente con decreto di Valutazione di Impatto Ambientale dell’11 ottobre 2014. A questo punto chiediamo anche come mai si è proceduto ad avviare l'opera, tagliare 211 ulivi secolari, senza ancora questi pareri tecnici”.

Il partito capeggiato da Nicola Fratoianni ha fatto sapere che sarà chiesto, al presidente Emiliano, anche attraverso l’interrogazione, di continuare a procedere con estremo rigore sulla vigilanza e sulle valutazioni di competenza regionale, “perché queste autorizzazioni non si possono concedere a cuor leggero”.  “Non a caso siamo contro la realizzazione dell’opera che reputiamo inutile, dannosa e imposta alle popolazioni locali" conclude il consigliere regionale di Sinistra Italiana. 

Un nuovo attacco giunge anche dalla senatrice pentastellata Daniela Donno. “Dopo aver tentato di sabotare la nostra Carta fondamentale, Renzi continua con i suoi sproloqui contro le istituzioni ed i suoi elementi fondanti, attaccando questa volta gli organi della giustizia amministrativa”. Sono le parole della vicepresidente della Commissione diritti umani. La senatrice fa particolare riferimento alle parole pronunciate dall’ex premier e ora segretario del Pd in visita a Lecce, lo scorso 22 settembre. All’origine del malcontento di tanti, lo slogan lanciato dal palco “Meno No Tap e più No Tar”.

“I continui ricorsi presso i tribunali amministrativi regionali, unico strumento a disposizione dei cittadini, hanno dimostrato come l’iter progettuale e di realizzazione di Tap sia stato costellato di inesattezze e da numerose irregolarità. Prendersela con i giudici, utilizzando gli stessi espedienti del suo prezioso alleato del patto del Nazareno non gli farà di certo guadagnare i consensi del popolo salentino, anzi. I salentini e non solo stanno dimostrando in maniera compatta e con azioni pacifiche di non volere la realizzazione di quest’opera. Quindi ribadiamo: “No Tap, più Tar” (se necessario). Siamo in uno Stato di diritto, non di dittatura. I cittadini hanno ancora facoltà di adire le competenti sedi per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi" conclude la pentastellata.

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