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Graduatoria case popolari, le minoranze non s'arrendono ma il voto è imminente

I consiglieri Rotundo e Leucci del Pd e Melica dell'Udc hanno rilanciato la questione della mancata pubblicazione degli aventi diritto

I consiglieri Leucci, Rotundo e Melica.

LECCE – L’occupazione simbolica dell’aula consiliare non c’è stata, ma il presidio all’ingresso di Palazzo Carafa sì. Un gruppetto di cittadini direttamente interessati dalla questione della graduatoria per gli alloggi elettorali ha risposto all’appello di Antonio Rotundo e Maria Paola Leucci, consiglieri comunali uscenti del Pd per denunciare il ritardo nella pubblicazione della graduatoria. Nei mesi scorsi alla vicenda si è interessato anche il consigliere Luigi Melica, dell’Udc, presente anch’egli all’iniziativa.

I due partiti sono in campo alle amministrative in coalizioni diverse, ma comunque alternative al centrodestra di governo e hanno condiviso la consiliatura dai banchi dell’opposizione, dai quali hanno denunciato a più riprese la gestione da parte dell’amministrazione comunale dell’edilizia popolare. sulle complicata matassa, la magistratura ha da tempo aperto un’inchiesta, attualmente in regime di proroga delle indagini, che è partita proprio sulla base di esposti presentati dal Pd alla vigilia delle scorse elezioni amministrative (2012).

Che quella di oggi non sia stata una sortita da propaganda elettorale ma lo sviluppo di un'azione politica proseguita con constanza negli anni, Rotundo lo ha chiarito, ma la vicenda interseca naturalmente le imminenti elezioni comunali – si vota domenica prossima – perché il timore delle minoranze è che la mancata pubblicazione della graduatoria degli aventi diritto (che non significa assegnazione di alloggi, quella verrà a scorrimento quando ci saranno alloggi disponibili) dipenda dalla volontà, tutta politica, di mantenere vive le aspettative di tutti i richiedenti, circa 600 (meno della metà di quanti aderirono all'avviso pubblico precedente).

Per scongiurare questo rischio di discrezionalità le minoranze hanno chiesto anche l’intervento del prefetto – due volte lo ha fatto il candidato sindaco dell’Udc, Alessandro Delli Noci -. L’amministrazione comunale, attraverso Maria Luisa De Salvo, capo di gabinetto del sindaco e responsabile dell’Ufficio Casa, ha spiegato che il termine del 30 aprile – tre mesi dopo la scadenza del bando – non sarebbe tassativo per la pubblicazione e che lo slittamento dei tempi si spiega con il ritardo dell’insediamento dell’apposita commissione che istruisce le pratiche (28 marzo).

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