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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica Trepuzzi

Sito di compostaggio a Masseria Ghetta: nuovo focolaio di polemica

I sindaci di Trepuzzi e Surbo parlano di una matrice privata del progetto e contestano la localizzazione. Quello di Lecce, chiamato in causa, replica punto per punto

TREPUZZI - I sindaci di Trepuzzi e Surbo, Giuseppe Taurino e Oronzo Trio, continuano a opporsi alla proposta di un impianto di compostaggio in località Masseria Ghetta, al confine del territorio di Lecce. Alla base del categorico rifiuto una doppia motivazione: la contestazione del progetto, che secondo i due sarebbe di matrice privata e non pubblica, e la contrarietà alla localizzazione, considerata la vicinanza con la marina di Casalabate e con zone di interesse storico e culturale. Nel corso di una conferenza stampa, questa mattina, hanno esposto la loro posizione e i propri convincimenti, mentre in serata è giunta la replica del sindaco del Capoluogo, Carlo Salvemini, più volte citato nelle dichiarazioni dei colleghi.

I sindaci di Trepuzzi e Surbo

"La nostra contrarietà alla realizzazione di un impianto di compostaggio in località Masseria Ghetta, non nasce da una presa di posizione legata alla mera difesa del territorio, ma dalla constatazione della ambiguità del progetto che, contrariamente a quanto si voglia far credere, ha una matrice privata  e non pubblica. Pur non avendo nulla da eccepire in generale sull’iniziativa privata, non riusciamo a comprendere la fretta nel voler concludere il processo di individuazione del sito e la sostanziale unidirezionalità che condurrebbe a Masseria Ghetta nella programmazione impiantistica, dal momento che  non ci risulta che né un ente pubblico né il Comune di Lecce abbiano mai redatto un progetto simile. È altresì noto invece che, senza che mai i  sindaci di Trepuzzi e Surbo siano stati coinvolti, già dal lontano 2019 un  soggetto privato abbia avanzato tale proposta finalizzata alla realizzazione di un impianto di compostaggio avente una capacità di 50mila tonnellate, con annessa autorizzazione per la lavorazione dei fanghi residui, presso cui convogliare i rifiuti provenienti dalla Regione Puglia e da altre regioni". 

"Tale circostanza ci pone inevitabilmente dei dubbi. Giova ricordare a riguardo infatti che il Pnrr finanzia esclusivamente progetti di iniziativa pubblica, quindi, ci chiediamo, come si pensa di poter arrivare alla scadenza del 12 febbraio 2022, manifestata come urgente ed impellente da parte del direttore dell’Ager e del sindaco di Lecce Salvemini, senza avere un progetto redatto da un soggetto pubblico, senza aver acquisito alcun parere dagli enti preposti e senza qualsivoglia istruttoria tecnica. Riassumendo: siamo davanti ad un progetto, per la realizzazione di un impianto di compostaggio, redatto da un soggetto privato e non da un ente pubblico non corrispondente ai requisiti richiesti dal PNRR e per questo motivo non finanziabile dalla suddetta misura. Possiamo affermare ciò senza paura di essere smentiti, salvo non esista un altro progetto promosso dal pubblico, del quale però nessuno di noi è a conoscenza". 

"Per questo motivo non comprendiamo con chiarezza quali siano le ragioni di questa urgenza e perché l’unica soluzione percorribile e praticabile resti quella di un impianto in località Masseria Ghetta, atteso che, sia il direttore dell’Ager Grandaliano sia il sindaco di Lecce Salvemini, durante l’ultima Assemblea dei Sindaci avevano rassicurato tutti sul fatto che tale progetto fosse esclusivamente di iniziativa pubblica. Ma evidentemente così non è". Si tratta di un'accusa non da poco, rivolta al primo cittadino di Lecce e al responsabile dell'Agenzia regionale per i rifiuti". 

Restano confermate anche le motivazioni del nostro diniego evidenziate in precedenza, con particolare riferimento alla vicinanza dell’impianto alla marina di Casalabate e a luoghi sensibili come il centro abitato dei nostri comuni, delle scuole insistenti nei nostri territori e dai luoghi di interesse storico, culturale e turistico. 

"Siamo qui a ribadire il nostro no ad un’opera privata in un luogo strategico dal punto di vista ambientale, storico, culturale e turistico, che non rispetterebbe in alcun modo lo spirito per cui le amministrazioni locali avevano avviato il confronto sulla chiusura del ciclo dei rifiuti. Non accetteremo mai l’idea che la realizzazione di quest’impianto venga mascherata come un’iniziativa pubblica quando invece nasce da un soggetto privato e tenuto conto che, a meno di 30 km dalle nostre ARO, più precisamente ad Erchie, esiste già l’autorizzazione per un impianto di compostaggio a gestione privata.  Quindi non esiste un intervento del pubblico utile a calmierare le tariffe come rassicurato in sede dal Presidente dell’Ager  Grandaliano". 

"L’appello lo rivolgiamo ancora una volta agli organi istituzionali coinvolti, affinché ascoltino le nostre ragioni e si torni a dialogare intorno ad un tavolo preposto per riaprire il confronto, partendo dal principio per cui l’Assemblea dei Sindaci si è già espressa: tali iniziative devono essere esclusivamente del pubblico e mai private. Al Presidente della Provincia il compito di convocare i presidenti delle Aro della Provincia di Lecce per riprendere un confronto interrotto dopo l’ultimo incontro nel quale peraltro erano emerse anche altre proposte".

Il primo cittadino di Lecce

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Lecce: "È sorprendente - ha dichiarato Carlo Salvemini - che i sindaci di Trepuzzi e Surbo sostengano pubblicamente che la proposta per la realizzazione di un impianto di recupero della frazione organica nella provincia di Lecce, previsto nel Piano regionale dei rifiuti approvato a dicembre dal Consiglio Regionale, sia di iniziativa privata e non pubblica. Una informazione falsa introdotta nel dibattito pubblico attraverso una conferenza stampa, a supporto della quale tuttavia non viene offerta alcuna indicazione utile per poterla verificare o almeno comprendere a quale privato si riferiscano".

"È noto invece, perché previsto dal bando pubblicato dal ministero della Transizione Ecologica per finanziare a fondo perduto impianti finalizzati al recupero della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, che il soggetto abilitato a presentare progetti è il cosiddetto ente di gestione ambito territoriale ottimale operativo che nella nostra regione rimanda all’Ager. Che ricordiamo ai sindaci di Trepuzzi e Surbo è appunto l’agenzia dei Comuni della Puglia che procede per legge all'affidamento della realizzazione e della gestione degli impianti nonché all'affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani. Quindi pubblica per definizione". 

"Così come è noto - perché pubblico e trasparente - il protocollo d’intesa siglato tra Regione, Anci, Ager, Conai per rafforzare le strutture tecniche di progettazione per la gestione dei bandi Pnrr. Il progetto che verrà candidato per il finanziamento e che prevede come localizzazione l’unica proposta pervenuta dal Comune di Lecce - all’esito di un’istruttoria rispettosa dei criteri urbanistici, ambientali, paesaggistici previsti dal Piano regionale - verrà quindi presentato al ministero da Ager che ha proceduto a formale incarico di progettazione già consegnato ed in sede di verifica. E che se finanziato - così come gli altri previsti a Foggia e Molfetta perché presentati da soggetto pubblico - verrà gestito da soggetto pubblico. Nello specifico una newco, partecipata da comuni e Regione, tramite Ager e Aqp, la cui costituzione è in dirittura d’arrivo e che costituirà un modello gestionale innovativo a livello nazionale".

"Sorprende infine che un modello di gestione del ciclo dei rifiuti - che disegna un modo totalmente pubblico - venga considerato dai sindaci di Trepuzzi e Surbo superato dalla presenza di un impianto privato. Tra l’altro largamente insufficiente ai bisogni della provincia di Lecce. Conforta verificare, tuttavia, che dopo mesi di polemiche incentrate su evocati disastri ambientali causati dal previsto impianto, oggi si sposti l’attenzione - in modo confuso e superficiale - sulla natura pubblica del progetto. Che allude purtroppo a presunte ambiguità nel percorso finora intrapreso.  Che diversamente da quanto si sostiene è lineare, trasparente, verificabile". 

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