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I soldi per i lavoratori di Lupiae Servizi ancora non ci sono. Sciopero il 26

Manca il via libera della Bnl e il Comune non può procedere ai pagamenti. Un gruppetto di dipendenti occupa l'aula consiliare

Nella foto l'ambulanza all'ingresso di Palazzo Carafa.

LECCE – Il Comune di Lecce non ha ancora a disposizione i soldi necessari a retribuire i dipendenti della Lupiae Servizi. Il sindaco Carlo Salvemini si era fatto carico di garantire gli stipendi, fino alla fine dell’anno, nell’attesa di sbrogliare la matassa della grave situazione debitoria della società, interamente partecipata dall’amministrazione di Palazzo Carafa.

C’è un però. La Bnl, tesoreria del Comune, ha posto dei problemi sull'anticipazione di cassa sulle commesse e rimane un grosso punto interrogativo sugli arretrati. Piove sul bagnato, quindi, per 270 famiglie del territorio che già stentano ad arrivare a fine mese e devono fare i conti con l’incertezza dell'imminente futuro. Tanto che nel pomeriggio un gruppetto di lavoratori è entrato a Palazzo Carafa e ha occupato  simbolicamente l'aula consiliare dove c'è stato un confronto con il sindaco: Salvemini ha ascoltato le preoccupazioni dei lavoratori, ma ha anche ricordato loro di essere impegnato a fare il possibile  in un contesto con ristretti margini di manovra dovuti alle condizioni in cui  la società partecipata è precipitata, anno dopo anno. All'esterno vi era qualche altro dipendente in attesa: uno ha accusato un malore ed è stato soccorso dal personale del 118. L'iniziativa è terminata poco dopo e i manifestanti hanno fatto ritorno nelle loro case.

Lupiae servizi esisterà ancora sul mercato nel 2019 e in quale veste? Quali saranno i servizi affidati? Per non parlare della salvaguardia dei livelli occupazionali che non fa dormire sogni tranquilli ai sindacati. Le categorie Cobas, Ugl Terziario, Filcams, Uitlucs e Fisascat hanno quindi deciso di mobilitarsi per tirare un altro calcio al pallone nell’area di gioco. I dipendenti incroceranno le braccia per tutta la giornata di lunedì 26 novembre. Contestualmente, nel corso della mattina, si terrà un sit-in davanti al Municipio.

“Il tempo delle chiacchere è finito – annuncia Daniela Campobasso di Filcams Cgil -. Le persone hanno bisogno di denaro per sostenere le proprie famiglie, considerando anche l’approssimarsi delle festività natalizie, e hanno bisogno di certezze sul loro futuro, e non in termini di ulteriori sacrifici salariali".

“I posti di lavoro non possono e non devono saltare – conferma la collega di Uiltucs Antonella Perrone -: chiediamo un serio impegno alle istituzioni nell’affrontare questa vertenza, per quanto complessa. Lupiae fa i conti con uno stato di insolvenza pari a circa 8 milioni di euro di debiti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps, delle banche e dei lavoratori per il Tfr. Debiti strutturali su cui forse occorreva intervenire prima, ma qualsiasi intervento non deve toccare la vita delle persone e la soluzione va trovata al di fuori di ogni logica politica, nell’esclusivo interesse dei lavoratori”.

“Vogliamo capire come l’azienda e il socio unico vogliano tirarsi fuori dalle secche nelle quali si sono impantanati- aggiunge Campobasso -. Ora pretendiamo di avere risposte e certezze sia rispetto alla prosecuzione dei servizi, sia rispetto alla tenuta dei livelli occupazionali”.

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