Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Chiosco sulla necropoli di Specchia, la Soprintendenza dirime la questione

Sulla vicenda relativa alla costruzione di un bar nei pressi di un sito medievale, si sono espressi il funzionario ministeriale e l'archeologo che segue i lavori. La segnalazione, partita da una fondazione e da alcuni lettori di LeccePrima, commentata nei giorni scorsi dal sindaco attuale e da quello precedente

La Necropoli di Specchia

SPECCHIA – La vicenda nasce dal bar della discordia. Un piccolo chiosco che sta per sorgere nei pressi della necropoli medievale di Specchia. Ma una nota della Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia ha sciolto, definitivamente, ogni dubbio. Chiarendo alcuni aspetti sollevati dal primo cittadino di Specchia, Antonio Biasco, e dal responsabile dell’Ufficio tecnico, al quale era seguito anche un commento dell’ex primo cittadino, Antonio Lia.

Quello in questione è un chiosco che l’architetto Antonio Baglivo ha assicurato sarà soprattutto un “caffè letterario”. Uno spazio espositivo al servizio della cultura. Il dissenso nei confronti del progetto di rigenerazione urbana, però, finanziato con parte dei due milioni messi a disposizione dall’Unione dei comuni “Capo di Leuca bis”, è stato espresso in più di una voce. Quella di una fondazione, in primis. Alla quale si è aggiunta la denuncia di alcuni lettori che hanno segnalato più di una perplessità.

“Questa Soprintendenza ha preso atto della segnalazione della fondazione del primo ottobre, la quale denota una particolare e meritoria attenzione verso la tutela del territorio”, si legge sul documento arrivato da Taranto, a firma del funzionario ministeriale Luigi Della Rocca. “I lavori in località “Verardo” a Specchia, rientrano nell’ambito di un progetto esecutivo di rigenerazione urbana proposto dai comuni che fanno parte dell’Unione Terra di Leuca bis che questi uffici hanno esaminato e approvato il 14 agosto”.

Secondo il dirigente, gli interventi in fase di svolgimento non interferiscono con la necropoli medievale, che sarà successivamente sottoposta ad accurate indagini e rilievi grafici e topografici, previsti nell’ambito del quadro economico del progetto. E’ la stessa relazione giunta dall’archeologo che sta seguendo gli interventi, Alessandro Rizzo, a confermarlo: “La stratigrafia dell’area su cui insistono le opere realizzate (chiosco e piattaforma gradinata) è costituita quasi esclusivamente da terreni di riporto moderni con i quali si è inteso ridurre un dislivello naturale tra il versante nord e quello sud della piazzetta “.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Chiosco sulla necropoli di Specchia, la Soprintendenza dirime la questione

LeccePrima è in caricamento