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Sovraffollamento carceri, Io Sud chiede “il garante dei diritti del detenuto”

Presentata una mozione a Palazzo Carafa in cui si sostiene l'istituzione della figura di garanzia per vigilare sulle condizioni umane dei detenuti: la proposta verrà portata in consiglio, per essere discussa e messa ai voti

LECCE - Istituire anche a Lecce la figura del garante comunale dei diritti del detenuto: è questa la richiesta, contenuta in una mozione urgente da sottoporre al sindaco, Paolo Perrone, e a tutto il consiglio di Palazzo Carafa, presentata dalla capogruppo di Io Sud-Grande Sud, Francesca Mariano. Nel testo si sottolinea come la situazione del sistema penitenziario ponga l’Italia in una condizione di illegalità diffusa, senza eccezioni, sia a causa del sovraffollamento delle carceri, ma soprattutto per la condizioni limite in cui vivono i detenuti.

Del resto, l’articolo 27 della Costituzione ribadisce come il sistema penitenziario debba realizzare l’obiettivo della rieducazione del condannato pretendendo di avviare a percorsi di legalità e formazione. Nella mozione si ricorda che, nel 2003, venne istituto presso il Comune di Roma il primo garante per i diritti dei carcerati, esperienza che negli anni è stata replicata su tutto il territorio nazionale.

“Ad oggi – si legge - risulta infatti istituito il garante regionale dei diritti del detenuto in Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Sicilia, in Emilia Romagna, Puglia, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta e Sardegna; il garante provinciale a Ferrara, Lodi, Milano, Enna; il garante comunale nelle città di Bergamo, Bologna, Brescia, Ferrara, Firenze, Nuoro, Piacenza, Pescara, Reggio Calabria, Rovigo, San Severo (FG), Sassari, Torino, Verona, Pisa e Sulmona”.

Compito del garante è quello, tra l’altro, “di fare settimanalmente una visita agli istituti penitenziari di sua competenza per fare colloqui con i detenuti, avvalendosi anche del supporto di consulenti e può anche essere contattato nei suoi uffici esterni da parenti delle persone detenute, conviventi o da persona ammesse alle misure alternative”; ed, inoltre, “promuovere una cultura della umanizzazione della pena (anche mediante iniziative di sensibilizzazione pubblica sui temi dei diritti umani fondamentali)”, “operare d’intesa con le altre istituzioni pubbliche per la fruizione di tutti i diritti da parte delle persone detenute”.

Per gli esponenti di Io Sud-Grande Sud, risulta necessario l’istituzione di questa figura, che non si limiti solo alla denuncia, ma che si attivi al fine si ristabilire un equilibrio che possa riportare le galere ad uno stato di maggiore umanità e legalità. Sul territorio comunale di Lecce, poi, l’insistenza della casa circondariale di Borgo San Nicola porta il problema all’ordine del giorno, in quanto il carcere ha il triste primato nella classifica nazionale del “sovraffollamento carcerario” con oltre 1400 detenuti, due suicidi nel 2010, 147 atti di autolesionismi. Proprio il 19 maggio di quest'anno, la leader del movimento politico, Adriana Poli Bortone, ha visitato il carcere leccese insieme ad una delegazione di cui faceva parte anche Sergio D'Elia, dell'associazione "Nessuno tocchi Caino".

“Infatti, come desumibile dai predetti numeri – specifica il testo della mozione -, è primo in assoluto nella grave emergenza umanitaria e civile in cui versano la carceri italiane e di cui sono vittime non solo i detenuti, ma anche gli ‘agenti di custodia’, i direttori e gli altri componenti la comunità penitenziario”. Da qui la proposta di istituire un garante per i detenuti anche a Lecce. La parola passa al consiglio comunale.

 

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