Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Spada di Damocle sulla testa di Sanitaservice. Lavoratori e sindacati protestano

Incertezze sul futuro delle società in house. Cgil, Cisl, Uil ed Ugl in prefettura hanno chiesto un incontro con il presidente Emiliano: “Non vogliamo un ritorno al passato”

LECCE – Sanitaservice, la società nata da una costola della Asl di Lecce per gestire i servizi di pulizie e ausiliariato, è nell’occhio del ciclone. Lavoratori e sindacati temono per la sua sopravvivenza: venti contrari, in sede al governo regionale, fanno presagire il temuto ritorno al passato. Ovvero il ritorno al sistema degli appalti pubblici che regolava la gestione di tali servizi prima del 2010, data in cui l’esecutivo guidato da Nichi Vendola procedette con le internalizzazioni su scala regionale.

I dipendenti e le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl hanno manifestato la loro contrarietà questa mattina, di fronte alla sede della prefettura di Lecce e qualche ora più tardi sono stati ricevuti dal capo di gabinetto, Beatrice Mariano. “Vi è un rischio emergente di esternalizzare le mansioni di pulizia, ausiliariato e gestione del sistema informatico – ha spiegato Giuseppe Melissano, segretario della funzione pubblica di Cisl, a margine del sit-in - . A Lecce circa 800 lavoratori, che potrebbero transitare da un rapporto stabile contrattualizzato con il contratto nazionale della sanità privata, rischiano di passare nuovamente alla gestione di ditte private. Da alcuni mesi i sindacati confederali cercano di essere convocati dal presidente Michele Emiliano per discutere della problematica, ma senza successo”.

La manifestazione odierna è solo una delle iniziative messe in campo, in tutta la provincia di Lecce, al fine di sensibilizzare le direzioni generali e le istituzioni locali sulle problematiche in seno alle società in house. Il 23 marzo 2016 è la data scelta per la mobilitazione unitaria che si svolgerà a Bari, presso la presidenza della giunta regionale, con l’obiettivo di ottenere risposte concrete sul futuro dei lavoratori.

La spada di Damocle che pende sulla testa di Sanitaservice, in realtà, è solo l’ultimo dei problemi che hanno attanagliato, da sempre, la società in house leccese. Come sottolinea, a tal proposito, Vito Perrone di Ugl, è rimasta del tutto in sospeso la questione dell’organizzazione interna del lavoro:  “Attendiamo ormai da troppo tempo la nomina di un amministratore unico della società. Le attività di coordinamento sono state impropriamente affidate ai cosiddetti referenti: lavoratori che, pur essendo inquadrati professionalmente al pari degli altri, hanno il compito di impartire direttive ai loro colleghi e addirittura possono firmare lettere di contestazione”.

“Queste figure – denuncia il sindacalista – non hanno ragione di esistere perché non sono previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro; da tempo cerchiamo di far capire che i lavoratori potrebbero persino aprire un contenzioso contro Sanitaservice”. Sul piatto della bilancia pesa anche l’esclusione degli operatori socio sanitari dai corsi di riqualificazione professionale che, a Lecce, non sono stati previsti.

“Dopo le due sentenze del Consiglio di Stato relative alle Sanitaservice di Brindisi e Taranto abbiamo cominciato a temere seriamente che anche a Lecce i servizi possano finire, nuovamente, sotto la gestione delle ditte private – prosegue il referente Ugl-: il danno economico non è da sottovalutare visto che i dipendenti di Sanitaservice hanno sopperito alle carenze strutturali della Asl, legate alle mancate assunzioni ed al blocco del turn over. Sono risorse preziose per tutti gli ospedali della provincia di Lecce”.  “La società leccese  - ha aggiunto il collega Melissano  - è in attivo e svolge un servizio adeguato alle strutture sanitarie. È inconcepibile, dunque, pensare di ritornare a vecchi sistemi che pregiudicano le tutele, i diritti dei lavoratori ed anche la garanzia del servizio che svolgono”.

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