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"Spazio negato per l'assemblea No Tap": la denuncia di Link

Gli studenti accusano l'università di non aver dato autorizzazione per l'incontro di domani alla presenza dei sindaci: "Chiediamo al rettore di prendere posizione"

LECCE – Un’assemblea pubblica, nelle sedi universitarie, per discutere intorno al progetto del metanodotto Tap. L’autorizzazione è stata richiesta dagli studenti di Unisalento e dal Comitato che si oppone all’infrastruttura della multinazionale. Il luogo scelto è il cortile antistante all’edificio Studium 2000 e l’incontro prevedeva la partecipazione dei primi cittadini di Melendugno e Martano, Marco Potì e Fabio Tarantino, nonché della presidente nazionale onoraria di Arci, la giornalista e scrittrice Luciana Castellina, allo scopo di riflettere e analizzare i conflitti ambientali presenti sul territorio, in particolar modo la protesta popolare che si sta opponendo a Tap.

Lo spazio per l’assemblea dal titolo significativo (“la nostra terra vale più del vostro denaro: informiamoci e organizziamoci”) è stata però negato. L’amministrazione universitaria, a detta dei referenti della rete Link, avrebbe addotto “pretestuose giustificazioni di carattere formale”. “È l’ennesima volta, che di fronte ad un dibattito cruciale per gli studenti, l’Università si dimostra sorda e indifferente, responsabile di un clima degno del peggiore oscurantismo”, denunciano loro.

Tale negazione di uno spazio pubblico appare “grave” agli occhi dei ragazzi, alla luce della corposa protesta popolare che ha preso corpo in questi giorni nelle campagne di San Foca. “Da settimane migliaia di cittadini e cittadine che hanno espresso la loro opposizione a Tap, gasdotto inutile e dannoso, dichiarato strategico dal governo nazionale, nonostante l’opinione della cittadinanza e di tutte le istituzioni locali, che si sono fermamente opposte all’opera in tutte le fasi della sua discussione”, puntualizzano in proposito gli studenti di Link.

Gli universitari avevano già promosso una petizione rivolta al rettore, Vincenzo Zara, ed all’intera comunità accademica, per chiedere di prendere una posizione pubblica su un tema che riguarda direttamente anche i luoghi della formazione. “L’università dovrebbe fungere da stimolo e dare impulso alla diffusione dei saperi e della conoscenza, come strumenti di innovazione e sviluppo di nuovi modelli che si inseriscono e si adattano alle peculiarità del territorio, non che si impongono autoritativamente sullo stesso”, spiegano ancora.

“Zara, invece, non ha mai preso una posizione, neanche per condannare le violenze subite dagli studenti, dai manifestanti e persino dai rappresentanti delle istituzioni che hanno espresso pacificamente l’opposizione alla costruzione del gasdotto – si legge nella nota firmata Link - . Nonostante i 21 mila sottoscrittori della petizione che abbiamo lanciato su change.org e la consegna formale delle firme, il rettore non solo non si è mai espresso pubblicamente, ma ora si è spinto persino fino alla censura di questo dibattito pubblico di approfondimento”.

E ancora: “Di fronte all’esigenza del territorio di discutere e parlare pubblicamente del tema, è grave che l’ateneo abbia addirittura negato la possibilità di dibattito quando, invece, dovrebbe promuovere le occasioni di confronto e informazione, poiché ha il dovere di educare alla partecipazione e alla cittadinanza attiva e non all’acquisizione acritica di un sapere nozionistico”.

I ragazzi hanno deciso di tenere ugualmente l’assemblea pubblica “perché questa mobilitazione popolare  si fonda sulla volontà di riaffermare il protagonismo dal basso nei processi decisionali che riguardano il territorio”. L’appuntamento rimane confermato, quindi, per domani 7 aprile alle ore 16.00 presso Studium 2000.

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