Squinzano, si dimettono nove consiglieri. Al capolinea la giunta di Marra

Quattro esponenti della maggioranza e cinque della minoranza sanciscono la fine della consiliatura mentre la commissione prefettizia, insediata a metà ottobre, continua nella sua attività di accertamento

L'ingresso del municipio di Squinzano.

SQUINZANO - Sono state formalizzate in mattinata le dimissioni di nove consiglieri comunali di Squinzano e si è così sancita la fine della consiliatura avviata dopo le elezioni del 2018. La mossa è strettamente collegata con l'insediamento, avvenuto un mese addietro, di una commissione prefettizia per valutare la permeabilità del sistema politico e amministrativo rispetto alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Attualmente, in provincia di Lecce, sono in gestione commissariale per accertata influenza dei clan i comuni di Carmiano e Scorrano.

Quattro dei firmatari - Vacca, Longo, Bracciale e De Nitto - appartengono alla maggioranza che ha sostenuto il sindaco, Gianni Marra, che però insieme ad altri esponenti della coalizione vincitrice dell'ultima tornata elettorale (2018) non ha intenso cogliere l'invito alle dimissioni rivolto dal suo stesso assessore alle Politiche Sociali, Virgilio Vacca. Si sono uniti all'iniziativa i consiglieri di minoranza Pulli, Maggio, Miccoli, Guadalupi e Vespucci arrivando così al numero necessario per far decadere il consiglio. 

"Il gesto ha il significato di un atto di responsabilità istituzionale e di trasparenza - hanno dichiarato i dimissionari attraverso una nota - di fronte all’azione degli organi amministrativi. Il messaggio forte che si vuole lanciare è che gran parte dei consiglieri comunali vuole che si compia ogni accertamento utile all’acclaramento della verità, avendo piena fiducia nell’attività rigorosa degli inquirenti". La commissione prefettizia è composta dalla vice prefetto Marilena Sergi, dalla vice questore della Direzione Investigativa Antimafia, Veronica Bevilacqua, dal primo dirigente di polizia Rocco Carrozzo, dal tenente dei carabinieri Giuseppe Boccia, dal tenente della guardia di finanza Francesco Saponaro e dal funzionario di Prefettura Antonio Calignano.

"I consiglieri comunali dimissionari si sono posti con il loro atto - prosegue il comunicato - anche l’obiettivo di rasserenare il clima amministrativo, specialmente in questa fase di forte emergenza sanitaria che non abbisogna certo di governi sub iudice, semiparalizzati e privi della necessaria serenità. I sottoscritti si dichiarano disponibili ad ogni azione anche coordinata che dovesse rendersi utile all’interesse e al buon nome della nostra città che hanno, al meglio delle loro possibilità, fin qui amministrato". 

Già nell'aprile del 2012 Marra, anche allora sindaco del comune del nord Salento (lo era dal 2003, poi riconfermato nel 2008), dovette arrendersi davanti alle dimissioni per ragioni politiche di 11 consiglieri, di cui cinque della sua maggioranza di centrodestra. Nel 2014 Marra venne indagato a piede libero, risultando poi assolto in secondo grado, con l'accusa di abuso d'ufficio nell'ambito di una vasta operazione, denominata "Déjà vu".

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