Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Stabilimenti ancora chiusi. Ed è giallo sulla "revoca"

Seconda giornata di serrata forzata per i tre lidi gallipolini colpiti dai provvedimenti del Comune. Assobalneari annuncia il ritiro "dell'ordinanza" del sindaco. Ma il Tar ha respinto due ricorsi

Ombrelloni_del_Bikini_beach_ancora_chiusi

GALLIPOLI - Seconda giornata di serrata "forzata" per i tre stabilimenti attrezzati del litorale sud gallipolino. Tra ridda di annunci e smentite, l'unica certezza è quella che vede sino alle 17,20 di oggi ombrelloni e sdraio del Kudetà-Lido Baia Verde, del Bikini beach e del Samsara mestamente chiusi. Ancora in bella evidenza i cartelli di chiusura e anche la comunicazione ironica del gestore del Bikini beach, Luigi Alemanno, che all'ingresso del suo lido ha posto l'indicazione "Vietato andare al mare". E questo nonostante l'annuncio giunto da Assobalneari Salento che dopo le dichiarazioni di fuoco di ieri, ha anticipato la revoca dei provvedimenti di chiusura diurna degli stabilimenti da parte del sindaco di Gallipoli, Giuseppe Venneri.

"Carissimi, una telefonata di questa mattina da parte del sindaco di Gallipoli, mi comunicava che da un probabile errore di comunicazione, lunedì mattina, ha provveduto a revocare ordinanza di totale chiusura degli stabilimenti balneari. A breve mi inoltrerà fax della ordinanza di revoca! Saluti" recita la comunicazione del presidente di Assobalneari, Mauro Della Valle. Situazione dunque risolta dopo la burrasca di ieri? Ma nemmeno per idea, a quanto pare. I tempi della burocrazia e delle notifiche, si sà, a volte sono "eterni".

Ma ciò che suona strano è che, a parte la disquisizione tecnica che più che ordinanze, vedrebbe al massimo modificate le determinazioni dirigenziali del Comune, non si capisce come mai il sindaco Venneri dovrebbe per altro ritirare dei provvedimenti legittimati, nel caso dei tre stabilimenti in questione, anche dai ricorsi respinti dal Tribunale amministrativo. Certo nella città dove tutto può succedere può succedere anche questo. Ma in verità c'è da registrare e da dire che nell'ambito della questione che ha visto la chiusura dei tre stabilimenti attrezzati di Gallipoli, quest'ultimi sono rimasti "vittime" anche di un bisticcio interpretativo nell'ambito dei ricorsi presentati e rigettati dal Tar di Lecce.

Il Tar infatti, in almeno due casi, dopo una iniziale sospensiva, ha "ripensato", confermato ed esteso il provvedimento interdittivo disposto dal Comune non solo all'attività di intrattenimento notturno, ma anche a quella di stabilimento balneare e dei servizi diurni sulla spiaggia considerandoli in sintesi un tutt'uno. Un aspetto che invece è stato distinto e separato, e quindi evidenziato, dal Tar e dal Consiglio di Stato per altre due strutture (leggi lidi Zen e Zeus) che hanno presentato opposizione alle sanzioni interdittive del Comune del 20 aprile scorso (e riferite ai presunti abusi e sforamenti della passata stagione), e così hanno "salvato" almeno l'apertura dello stabilimento di giorno. E costretto il Comune a modificare il provvedimento originario e a differire la sanzione per la sola attività di intrattenimento serale, una volta che sarà rilasciata, tra l'altro, l'apposita licenza stagionale di tale attività per il 2011. Nel frattempo in attesa di conoscere gli sviluppi ad hors della situazione (attendiamo anche noi il fax di revoca dei provvedimenti di chiusura- ndr) è scoppiata la polemica politica sotto l'ombrellone.

Barba, Pdl e Ppdt alzano il polverone: "Venneri è sempre più confuso"

Sulla situazione al limite del paradosso sulle spiagge gallipoline sono intervenuti polemicamente anche i gruppi consiliari di opposizione del Pdl e della Puglia Prima di Tutto. Che sottolineano: "È un sindaco in evidente stato confusionale quello che prima chiude cervelloticamente tre stabilimenti balneari, in concomitanza con l'apertura della stagione estiva, salvo poi scusarsi per l'errore macroscopico commesso e promettere all'associazione di categoria che provvederà ad emanare, quanto prima, una nuova ordinanza con la quale consentirà a quei tre lidi di restare aperti per la loro attività giornaliera di servizi organizzati di spiaggia. È del tutto evidente che il primo cittadino passi ormai più tempo ad incollare i cocci di un'amministrazione ridotta a pezzi, anziché occuparsi di dare un governo chiaro e sicuro alla città".

E continuano: "Ciò che è accaduto con la chiusura inopinata di tre lidi è esaustivo di una sciatteria e di una disattenzione istituzionali che non hanno paragone. Gallipoli è stata messa alla berlina, a livello nazionale, proprio in occasione all'avvio della stagione estiva, dando di sé un'immagine lontana anni luce dall'attitudine all'ospitalità e all'organizzazione turistica di cui, invece, vorremmo andar fieri. Piuttosto che inseguire questo o quel consigliere che scappa, promettendo mari e monti, non sarebbe più dignitoso dedicarsi veramente e darsi da fare per amministrare la città nel periodo estivo senza mortificarla con prese di posizione che non sono previste da alcuna normativa?"

E concludono: "Ora, la protesta degli imprenditori balneari è sacrosanta! Ma con l'andazzo a cui ci ha abituato questa amministrazione si può per davvero correre il rischio che, d'ora in avanti, tutti alzino i toni della protesta essendo ben consapevoli della debolezza di giunta e maggioranza. Tanto cosa costa? Il sindaco poi, affaticato e claudicante, spaventato dalle richieste, non ci penserà su due volte ?e consentirà tutto a tutti". A dar manforte anche il deputato cittadino del Pdl, Vincenzo Barba, che commenta col solito piglio: "Ogni giorno, ormai, Giuseppe Venneri ne combina una. Prima si perde l'Udc dalla maggioranza, proprio nel giorno in cui deve approvare il bilancio e poi, decide di chiudere tre lidi nel giorno in cui, ufficialmente, inizia l'estate: il 21 giugno".


"Chiedere che cosa spinga una persona che si ritiene essere un primo cittadino a punire giovani imprenditori che danno lustro all'immagine turistica della nostra città e dell'intero territorio, è quanto meno legittimo e doveroso. A noi, attoniti spettatori" aggiunge Barba, "resta soltanto dinanzi agli occhi l'immagine di una persona isolata e disperata che si arroga la condizione di mettere in atto un'ordinanza di chiusura che poteva essere adottata alla fine della scorsa stagione. In Italia non esiste un sindaco così autolesionista da andare contro i propri concittadini".

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