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Statale 275, nessun vero passo in avanti dopo il vertice presso il ministero

Pessimisti Palese e Bruni, che spingono per la nomina di un commissario. Capone: "Incontro interlocutorio"

ROMA – Questione di punti di vista, magari non convergenti, ma di certo non proprio all’insegna della soddisfazione. Soprattutto, perché si cincischia ancora sui tempi. E così, per Rocco Palese si è trattato di un “nulla di fatto”, per Francesco Bruni di “un vertice inutile”, ma per Salvatore Capone di un “incontro interlocutorio” in cui si rileva “la disponibilità dell’Anas a voler procedere” secondo le indicazioni fornite dal ministro Graziano Del Rio.

Dal chiaro pessimismo dei due esponenti salentini dei Conservatori e riformisti alle dichiarazioni neutre del parlamentare del Pd, non si evince comunque un sostanziale progresso nell’infinita querelle sulla strada statale 275, sulla quale pesano come macigni le recenti affermazioni di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità anticorruzione, che, al termine dell’attività ispettiva, ha bocciato tutti i soggetti pubblici coinvolti.

Il deputato Palese, vicepresidente della Commissione bilancio della Camera, sull’odierno incontro presso il ministero delle Infrastrutture sul raddoppio della statale Maglie-Leuca, usa toni molto polemici. Innanzitutto, ricorda come il vertice fosse stato richiesto già da un mese circa, dopo un incontro in Prefettura. Nell’occasione, ricorda, “anche alla luce delle questioni di ordine pubblico determinate dalle legittime proteste dei lavoratori che bloccavano la strada, come parlamentari salentini delegammo il prefetto di Lecce a chiedere un incontro al ministero e all'Anas”.

Quanto emerso oggi, però, a suo avviso “non è servito a nulla perché né Anas, né Governo hanno reso note le loro intenzioni”. “Anzi – aggiunge -, alla luce del parere Anac, che ovviamente va tenuto nella debita considerazione, si è detto che ci vuole altro tempo”.

Una “telenovela tragicomica che va in scena ormai da oltre dodici anni”, secondo Palese, e che “ha visto il Governo assumere ancora una volta un atteggiamento pilatesco”. Per il deputato, dunque, appare sempre più evidente la “incapacità di Anas a condurre la procedura d'appalto in modo corretto e trasparente”, e per questo, a suo giudizio, “l’unica strada è che il Governo, come fatto per Expo e Mose, avochi a sé tutta la procedura e avvii il cantiere”. Ma poiché per ora non si muove foglia, per Palese la spinta potrebbe essere solo una, quella della Regione, cofinanziatrice dell'opera per più della metà dei 288 milioni di euro, invitata apertamente a citare Anas per danni.

Nemmeno il senatore Bruni scorge l’ombra di buone notizie all’orizzonte. “Il vertice di oggi presso il ministero delle Infrastrutture – taglia corto - è stato inutile”. “Ormai – prosegue - possiamo dire che la strada Maglie-Leuca rappresenta il festival delle occasioni perdute”.

Dall’Anas Bruni pretende che si conosca, e subito, quando intenda avviare i cantieri. In caso contrario, la soluzione sarebbe di nominare un commissario. In sostanza, la stessa prospettata da Palese e già attuata per altre grandi opere. “Ma tutto questo, per il rispetto della dignità delle popolazioni del sud Salento, deve avvenire entro il prossimo Consiglio dei ministri”, aggiunge. “Diversamente, registreremo l'ennesimo fallimento del governo Renzi, che calpesta i diritti delle genti del Sud, preso com’è da battaglie inutili come quella del referendum o da questioni più interessanti come quelle riguardanti le banche popolari”.

“Tempi certi, trasparenza, legalità, pubblico interesse. Importante l’impegno del prefetto”. Così si può riassumere il pensero del deputato del Pd Salvatore Capone, il quale sostiene che, “sebbene quello di oggi sia stato il primo incontro interlocutorio sul nuovo destino della 275 alla luce del parere espresso dall’Anac e che mette sotto accusa l’intero iter seguito fin qui, va rilevata la disponibilità sia dell’Anas, sia del ministero Infrastrutture e trasporti a voler procedere nella direzione già indicata dal ministro Delrio alla Camera”.

“Nessuno dunque mette in discussione la necessità dell’infrastruttura e la sua realizzazione anche se, com’è ovvio, andranno verificate le modalità della procedura, sia in relazione alle vicende giudiziarie, sia alle compatibilità ambientali”. Capone non manca di elogiare il prefetto, Claudio Palomba, secondo il quale il suo impegno produrrà buoni frutti.

Dal canto suo, ribadisce quanto già espresso in questi mesi, concordando con il punto di vista della viceministro Teresa Bellanova: “Questa infrastruttura è necessaria purché la sua realizzazione accada nella più assoluta trasparenza delle procedure e nel pieno rispetto del territorio e dell’ambiente”. Questo, “anche e soprattutto a tutela dei lavoratori perché il diritto al lavoro, senza strumentalizzazione alcuna, deve essere assolutamente garantito”.

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