"Stipendi e certezze sul futuro della Lupiae": infuria la protesta sotto Palazzo Carafa

I dipendenti hanno scioperato ed hanno animato un corteo lungo le strade della città. Rivendicano il pagamento dei due mesi arretrati. Resta da sciogliere il nodo del cambio di contratto

LECCE – Infuria la protesta dei lavoratori della Lupiae Servizi che hanno deciso di incrociare le braccia per l’intera giornata di oggi. I dipendenti hanno garantito i servizi essenziali in misura limitata per il cimitero e le scuole. Il personale è stato ridotto all’osso anche nel caso del trasporto dei disabili.

Diverso è stato il discorso per i servizi di sorveglianza e di pulizia delle sedi del tribunale che fanno capo al ministero di Grazie e Giustizia e che, onde evitare sanzioni, si sono svolti regolarmente. Allo sciopero ha fatto seguito un sit-in sotto la sede del Comune di Lecce, socio unico della società partecipata che versa in una grave crisi finanziaria. Il debito da onorare ammonta, complessivamente, a 8 milioni di euro.

Alle 9.00 i dipendenti erano già schierati davanti Palazzo Carafa, per reclamare il pagamento dei mesi arretrati: due ormai, compresi gli emolumenti di novembre.

Il sindaco Carlo Salvemini ha chiarito il problema, spiegando che la corresponsione è legata a doppio filo alla presentazione in tribunale del concordato o del piano di ristrutturazione aziendale, condizione necessaria alla banca per sbloccare i flussi di denaro. Solo successivamente il Comune potrà procedere ai pagamenti, così come promesso nel corso di una recente assemblea con i lavoratori.

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Il corteo di protesta si è poi trasferito sotto la sede della Lupiae dove la presidentessa, Tatiana Turi ha spiegato di aver presentato proprio questa mattina l’istanza per il concordato in continuità. Serviranno altri 120 giorni di tempo per presentare, poi, il piano di ristrutturazione azienale. Poiché, però, il pagamento degli stipendi è subordinato al soggetto garante che nominerà il giudice, la presidente non ha assicurato tempi rapidi nella soluzione del problema.

I dipendenti hanno fatto ritorno sotto Palazzo Carafa e lì rimarranno anche nel pomeriggio. Chiedono certezze e non solo sui pagamenti. Vogliono vederci chiaro, infatti, sulle prospettive future della società che sono legate al rinnovo delle nuove convezioni (in scadenza a fine anno), all’applicazione del nuovo contratto ed alla rimodulazione dei servizi affidati alla Lupiae.

Il nodo da sciogliere è il passaggio dalla categoria del commercio alla tipologia multiservizi che comporterà un livello d’inquadramento più basso. E una perdita consistente in busta paga. Forse “insostenibile” per le famiglie che da vent’anni hanno costruito i bilanci famigliari contando su ben altre cifre.

Alle 16 i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs terranno un’assemblea con gli iscritti per discutere le condizioni del cambio di contratto, caso per caso, dal momento che la società partecipata ha fornito gli elenchi del personale e le relative tabelle economiche.

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"Si profila una vera e propria emergenza sociale per il territorio: vi sono 270 famiglie che, alle soglie del Natale, sono rimaste senza un bricolo di salario in tasca. I lavoratori Lupiae, lo ricordiamo, continuano a garantire i servizi essenziali a tutta la collettività nonostante non vengano retribuiti - hanno ammonito i segretari sindacali -. Chiediamo quindi a tutti di mettersi una mano sulla coscienza per accelerare i tempi, sbrogliando così la matassa burocratica in cui si è annodata la vertenza".

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