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"Gli stipendi non si toccano": lavoratori Lupiae esasperati sotto Palazzo Carafa

I dipendenti della società partecipata tornano a farsi sentire, insieme ai sindacati. Risolto il pagamento del mese di settembre, resta il nodo dei contratti multiservizi per le convenzioni

LECCE - Schierati sotto Palazzo Carafa per non far calare l’attenzione su una vertenza che li fa tribolare: così si sono presentati, questa mattina sotto il Comune di Lecce, i lavoratori della Lupiae Servizi.

Risolto il nodo dei pagamenti di settembre (i bonifici disposti dalla Corte d’Appello e girati all’azienda dovrebbero essere disponibili nei prossimi giorni), rimangono in piedi tutti i gravi problemi legati alla crisi di liquidità della società partecipata.

Le prossime mensilità di stipendio, innanzitutto, rimangono un’incognita. Se non si chiarisce, infatti, il numero e le tipologie di convenzioni che il socio unico andrà a stipulare nel 2019 con la sua partecipata, è difficile anche capire chi e come provvederà a retribuire i lavoratori. Ma i servizi ed il rinnovo delle convezioni in scadenza a fine anno sono, a loro volta, legati a doppio filo alla possibilità di modifiche sul contratto delle maestranze.

Questione, questa, che pare aver legato le mani a tutti. Alla direzione di Lupiae Servizi che, per bocca della presidentessa Tatiana Turi, ha chiarito come la mancata proroga delle convenzioni impedisca di ricorrere alla consolidata prassi dell’anticipazione bancaria.

La richiesta di rinnovo delle convenzioni, intanto, è stata approvata dal socio e committente unico relativamente ai servizi di pulizia e guardiania. Ma solo riguardo questi due servizi perchè hanno ricevuto la dichiarazioni di congruità da parte dei dirigenti comunali.

Per il resto la discussione, che si preannuncia infuocata, rimane aperta. Il sindaco Salvemini e l’ex primo cittadino Paolo Perrone hanno già fatto scintille sul tema, in sede di Consiglio comunale. L’accusa ricaduta sul sindaco è quella di non voler salvare, in fin dei conti, la partecipata che dà lavoro a 270 persone.

Sull’altro fronte ci sono i sindacati chiamati a sciogliere il nodo più intricato della matassa: ovvero il passaggio al contratto multiservizi. Un cambiamento peggiorativo in termini economici per i dipendenti che stando, a quanto riferisce Daniela Campobasso di FilcamsCgil, rischiano una consistente erosione in busta paga.

Se i dipendenti non ne vogliono sapere di affrontare altri sacrifici per salvare una barca che rischia di affondare, la questione tecnica dei contratti e dei servizi verrà presto affrontata in prefettura dalle parti interessate.

Le posizioni dei sindacati sul contratto

“Giovedì 18 ottobre, in seno alla riunione con Comune e azienda, intendiamo trovare le migliori soluzioni per le 270 famiglie del territorio - spiega Daniela Campobasso -. Siamo disponibili a ragionare con tutti mantenendo il nostro obiettivo: salvare i livelli occupazionali e le attuali condizioni contrattuali”.

La questione del contratto del resto è dirimente: “Il contratto pertinente per Lupiae sarebbe quello multiservizi – aggiunge la segretaria- ma queste persone hanno impostato la loro vita sul contratto del commercio che è migliorativo. È difficile avanzare questa proposta e i lavoratori non hanno intenzione di fare un passo indietro che comporterebbe una consistente perdita economica sullo stipendio”.

“Vogliamo difendere i lavoratori, i servizi e l’azienda che da anni paga debiti per gestioni pregresse e oneri correnti – conferma Antonella Perrone della Uitucs Uil-.  Ricordiamo che per ripianare i debiti, l’amministrazione comunale precedente non ha immesso liquidità nell’azienda ma ceduto terreni che a poco sono serviti e anzi hanno rappresentato un ulteriore costo per la Lupiae. C’è quindi bisogno di riorganizzare la società, ottimizzando la gestione. E noi siamo d’accordo purché però non si perda un solo posto di lavoro”.

“Il nodo da sciogliere in questo piano di risanamento della società sono le convenzioni – puntualizza la sindacalista -: se non ci sono i contratti di servizio per i prossimi anni, è ovvio che il piano di risanamento delle perdite d’esercizio non potrà essere messo in atto. I problemi sono tanti, ma al fondo c’è anche una questione politica: quanto tutti teniamo alla vita di questa società e come intendiamo difendere 270 famiglie del territorio”.

Esiste anche un problema immediato di liquidità: le banche, come si diceva, non possono proseguire con la prassi dell’anticipazione senza garanzie sui contratti di servizio del 2019. “È a rischio il pagamento delle mensilità future – conferma la segretaria Uiltucs -: lo stipendio di settembre è garantito da importi che la Corte d’Appello doveva riconoscere alla Lupiae servizi. Finiti questi, però, siamo a un punto di non ritorno”.

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