Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Stop del decreto Sblocca Italia. Link e No Tap organizzano la protesta

Presidio dell’associazione degli studenti e del Comitato presso la mensa Adisu. La denuncia: a rischio migliaia di borse di studio nell’Università del Salento a causa della copertura, nella Regione Puglia, di appena il 25 percento degli studenti idonei

LECCE – Prima la denuncia sul presunto legame esistente tra la norma degli 80 euro, varata dal governo, ed il reinserimento dei fondi per il diritto allo studio nel ‘Patto di stabilità’. Ora direttamente la protesta: l’associazione Link Lecce lancia, infatti, una giornata di contestazione del decreto “Sblocca Italia" con un presidio che avrà luogo domani mattina, 15 ottobre, presso la mensa Adisu di via Adriatica a Lecce.

In Puglia, secondo i dati forniti dall’associazione degli studenti, si avrebbe una copertura delle borse di studio pari al 25 percento degli studenti idonei, condannando così tre studenti su quattro ad essere idonei ma non beneficiari di borsa di studio.

Nel corso della VIII Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici si discuterà, nei prossimi giorni, dello spostamento delle risorse destinate alla copertura del diritto allo studio universitarie all'interno dei vincoli del ‘Patto di stabilità’, con la conseguenza diretta di una minore possibilità della Regione Puglia di erogare una grande parte delle borse di studio necessarie per coprire gli studenti beneficiari.

"Questa scellerata manovra del governo Renzi – dichiara Sara Ingrosso, di Link Lecce  – condurrà ad una sostanziale diminuzione delle borse di studio nella nostra regione. Per questo crediamo sia fondamentale non assistere impassibili e denunciare la nostra contrarietà al decreto”.

Dopo le manifestazioni studentesche del 10 ottobre, quindi, ritorna la mobilitazione dei ragazzi che chiedono l'immediato stop al decreto ‘Sblocca Italia’ ed una presa di posizione contraria, da parte dell'amministrazione regionale, per evitare che il diritto allo studio venga finanziato quasi esclusivamente dalle tasse degli studenti, portando ad un aumento dell'abbandono degli studi nell’Università del Salento.

Il Comitato No Tap ha scelto di unirsi alla protesta poiché ritiene che le attuali politiche del governo Renzi costituiscano un'ipoteca sul futuro dei giovani: “Allo stesso tempo si decide di finanziare un progetto come il Tap, tramite l'adeguamento della rete nazionale del gas, e di togliere risorse al diritto allo studio. E' una scelta politica chiara che preferisce puntare sulle fonti fossili a scapito della formazione dei giovani, la più importante energia di questo paese”, dichiara Alberto Santoro di Tramontana-Comitato No Tap.

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