Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

“Stop alle esercitazioni. Bonifica subito”. Su Torre Veneri compare lo striscione

Gli attivisti di Lecce Bene Comune hanno inteso rilanciare la questione del poligono militare alle porte del borgo di Frigole, sul quale a febbraio il consiglio comunale si è espresso all'unanimità. Eppure le attività di addestramento proseguono

Foto di Claudia De Blasi.

FRIGOLE – Non contro le forze armate, ma per il territorio. L’associazione Lecce Bene Comune, con in testa il consigliere comunale Carlo Salvemini, ha srotolato uno striscione lungo Torre Veneri, l’avamposto una volta utilizzato per l’avvistamento delle incursioni saracene e da decenni involontario simbolo di un poligono militare finito nell’occhio del ciclone, con interessamento anche della magistratura del capoluogo.

Alle spalle della torre un’area naturalistica di interesse comunitario, a nord il Parco regionale di Rauccio e a sud l’oasi delle Cesine. Di fronte un tratto di mare sconosciuto alla gran parte dei salentini, e nel quale la rimozione dei munizionamenti e dei bersagli per il tiro sarebbe stata inesistente o comunque molto lacunosa tanto da generare un allarme per inquinamento ambientale. Senza parlare poi dell’utilizzo dell’uranio impoverito, che è comunque sempre stato categoricamente escluso dall’esercito. Non distante il borgo di Frigole, storica marina leccese, i cui abitanti convivono da sempre con i rumori assordanti delle esplosioni e dei lanci.

Stop alle esercitazioni, bonifica subito”: il messaggio lanciato oggi, nel pieno di agosto, è chiaro e non fa altro che ribadire quanto pure stabilito in altre sedi. Come il consiglio comunale di Lecce che a febbraio si è espresso all’unanimità in tale direzione. Eppure le esercitazioni sono andate sempre avanti, di mese in mese, come testimonia il calendario regolarmente pubblicato anche dal sito di Palazzo Carafa.

La Scuola di cavalleria, che gestisce la struttura, non è certo propensa alla smobilitazione e ha paventato anche il rischio di perdita di lavoro dell’indotto. In una seduta di consiglio comunale monotematica, a Lecce, gli alti ufficiali in divisa hanno fatto capire che solo un atto formale imposto dagli inquirenti può fermare le bocche da fuoco. Eppure, dall’altra parte, ci sono le ragioni di un tratto costiero, quelle delle marine leccesi, che dal turismo potrebbe trarre una spinta decisiva per un rilancio sempre annunciato e mai realizzato, e soprattutto ci sono le conclusione delle commissione parlamentare di inchiesta che ha accertato il danno derivante dalla mancata bonifica in un’area di grande prestigio ambientale e paesaggistico.

Con l’iniziativa odierna Lecce Bene Comune ha fatto capire di non voler mollare la presa: la prossima iniziativa, nella piazzetta del borgo di Frigole, sarà la proiezione di un documentario che “racconta cinquant’anni di inquinamento di Stato” e che amplierà lo squarcio aperto a maggio scorso con la proiezione di alcune testimonianze ed immagini dei fondali. A garanzia della trasversalità della battaglia, saranno invitati tutti i parlamentari salentini e i consiglieri regionali.

Quello di Torre Veneri non è un caso isolato in Puglia: in prima linea per l’allontanamento delle strutture militari dai siti di interesse naturalistico c’è il presidente del Parco dell’Alta Murgia, Cesare Veronico che così si è espresso: “l’obiettivo è la dichiarazione di incompatibilità tra le servitù militari e le vocazioni di tutte le aree naturali protette. Non si tratta di una rivendicazione contro le forze armate, che devono continuare a svolgere il loro ruolo, ma a favore dei territori. Questa è una vertenza di respiro nazionale”.

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