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Il faro e uno stabilimento a San Cataldo.

Il faro e uno stabilimento a San Cataldo.

Nessuna proroga al 2033 per le concessioni: circolare del ministero

Dal dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti, arriva una nota che lascia pochi dubbi: non può esserci un meccanismo automatico perché contrario al diritto comunitario

LECCE - Proprio nel giorno in cui Federbalneari Salento ha insistito sull'obbligatorietà della proroga delle concessioni demaniali fino al 2033, è arrivata dal direttore generale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una circolare che sembra dare un chiarimento definitivo alla questione, ma nel senso esattamente contrario a quello voluto dalla sigla di categoria e a quello immaginato anche dagli uffici tecnici della Regione Puglia

Il nodo è rappresentato dall'articolo 1 comma 683 della legge finanziaria del 2018 - frutto di un emendamento della Lega, allora forza di maggioranza -, che prevede l'estensione della vigenza delle concessioni a tutto il 2033. La matassa, in realtà, è molto più datata perché i vari governi da almeno un decennio si muove da una proroga all'altra, su pressione della lobby dei balneari. Già nel 2016, però, la Corte di Giustizia Europea si era espressa con una sentenza molto chiara che, non a caso, è stata richiamata dal pronunciamento, nel novembre scorso, della Sesta Sezione del Consiglio di Stato. 

L'avvocato Pietro Quinto, consulente amministrativo di molti enti locali, ritiene che la circolare ministeriale chiuda le porte del dibattito: la proroga ex lege delle concessioni demaniali aventi natura turistico-ricettiva non può essere generalizzata, dovendo la normativa nazionale ispirarsi alle regole dell’Unione Europea sull’indizione delle gare. Non solo legittimo, dunque, ma anche doveroso il richiamo all'obbligo di disapplicazione di quel comma della legge finanziaria: si tratta, ribadisce Quinto, di un "obbligo per lo stato membro in tutte le sue articolazioni e, quindi, anche per l'apparato amministrativo e per i suoi funzionari, qualora sia chiamato ad applicare una norma interna contrastante con il diritto comunitario". 

Per il noto legale leccese dicorso diverso sarebbe prevedere, nell'ambito di procedure di evidenza pubblica per l'assegnazione delle concessioni, forme di "tutela degli investimenti effettuati dal titolare della concessione".

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