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Strada 275, il raggruppamento di imprese ad Anas: "Consegnateci il cantiere”

Ccc, Aleadri e Igeco chiedono all'ente di gestione lo sblocco dello stallo attuale. Il procedimento Anac risale al mese di dicembre

Foto di repertorio

LECCE – Nuovo capitolo nella vicenda del raddoppio della strada 275. In attesa di una possibile decisione da parte di Anas, il raggruppamento temporaneo di imprese tra CCC, Aleandri e Igeco ha chiesto in questi giorni all’ente di gestione delle strade di approvare il progetto esecutivo già consegnato nel luglio del 2014. E, in questa fase di stallo, ha dichiarato la propria disponibilità ad avviare subito il cantiere.  Il raggruppamento ha però sottolineato di essere l’unico soggetto aggiudicatario dell’appalto: un contratto attualmente valido, a suo dire, ed anche efficace se si tiene conto che il provvedimento di autotutela adottato nel marzo 2015 - poi sospeso dal Tar di Lecce due mesi dopo e poi dallo stesso Tribunale amministrativo annullato nel luglio 2015 - è stato definitivamente posto nel nulla dalla sentenza del Consiglio di Stato del 5 maggio scorso.

Intanto sembra ormai chiarito che le notizie circolate in queste ore dei rilievi sulla procedura d’appalto mossi dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, si riferirebbero ad una precedente comunicazione dell’Autorità di dicembre scorso. Un procedimento nel quale sarebbero già stati forniti chiarimenti da parte dei soggetti interessati e anche da parte dello stesso raggruppamento di imprese, guidato dal Consorzio bolognese. Per il Consiglio di Stato, l’illegittimità della procedura di gara non rappresenta una ragione sufficiente per annullare l’aggiudicazione e il contratto attuali.

La decisione è ora nelle mani di Anas, che dovrà valutare la prospettiva di un nuovo lungo contenzioso davanti alla giustizia amministrativa in caso di un nuovo annullamento d’ufficio. L’autotutela dovrebbe essere motivata sotto numerosi profili di pubblico interesse, tra cui quello dei maggiori costi per l’esecuzione dei lavori – circa 18 milioni di euro- rispetto alla più ridotta entità del risarcimento del danno da accordare all’altro raggruppamento, Matarrese e Coedisal, di circa 8 milioni. Proprio qust'ultima associazione temporane di imprese, di recente, ha denunciato di essere rimasta vittima di un raggiro, per via della falsificazione di alcune polizze necessarie per l'opera. Sull'accaduto si è espressa l'Autorità anticorruzione, interessata dalla Procura di Brescia per ulteriori accertamenti.
 

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