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In foto: il presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva

In foto: il presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva

Strade, scuole e società partecipate: la Provincia chiude un anno fortunato

Il presidente Minerva ha tracciato un bilancio positivo: "Abbiamo restituito dignità all'ente, ascoltando cittadini e sindaci. Quest'anno neppure uno sciopero per il freddo nelle classi"

LECCE – “Ci siamo avvicinati ai cittadini e abbiamo ascoltato le richieste dei sindaci per ridare slancio e dignità ad un ente, quello provinciale, che ha attraversato momenti difficili”: così Stefano Minerva, numero uno di Palazzo dei Celestini, ha voluto tracciare un bilancio positivo di quest'anno trascorso alla guida della Provincia.

Tanti gli obiettivi messi a segno, dalla manutenzione delle scuole e delle strade alla gestione del verde, fino ai miglioramenti delle condizioni contrattuali dei dipendenti.

“La Provincia è tornata a rivendicare le esigenze del territorio sia davanti alla Regione Puglia e  sui tavoli del governo centrale – ha detto Minerva – come provano le battaglie che, finalmente, tutti i sindaci hanno combattuto insieme: dalla crisi dovuta alla diffusione della xylella alla richiesta di sbloccare i cantieri delle infrastrutture fondamentali, a partire dalla strada statale 275”.

Il presidente ha ricordato i provvedimenti “storici” messi in atto dall'attuale amministrazione in materia di lavoro: “Abbiamo portato al tempo pieno tutti i dipendenti con contratto part-time, realizzando le progressioni orizzontali, ridefinendo le posizioni organizzative e stabilzzando anche 12 lavoratori che avevano perso l'impiego”.

“La nostra speranza è che si torni a parlare di Salento come di un territorio che riesce a creare eccellenze che reggano alla pressione del mercato globalizzato, puntando sull'agricoltura, sull'imprenditoria tessile e calzaturiera e sul turismo”, ha aggiunto.

Minerva ha sottolineato anche i passi in avanti compiuti dalle società partecipate dall'ente: “Sia la Nuova Salento Energia che la società Stp godono di un bilancio in attivo – ha spiegato -. Alba Service sembrava destinata alla chiusura ma alla fine, grazie alla collaborazione della Regione Puglia, dei sindacati ed alla caparbietà dei dipendenti, oggi abbiamo rinnovato la cassa integrazione e stiamo concludendo un concordato”.

E ancora: “Grazie all'intervento dei sindaci stiamo rimettendo in sesto tutte quelle opere pubbliche che erano state abbandonate e abbiamo investito cifre importanti in materia di sicurezza stradale,  facendo ripartire cantieri storici come il sottopasso di San Cesario, la circonvallazione Galatone - Nardò e il lotto della circonvallazione di Casarano”.

Le operazioni di in sicurezza hanno riguardato anche gli istituti scolastici di tutta la provincia: “Quest'anno, per la prima volta, i ragazzi non hanno scioperato a causa del freddo nelle classi. E questo perché l'ente ha programmato la manutenzione degli impianti di riscaldamento negli istituti: i primi cali termici non ci hanno colti impreparati”.

“Continueremo su questa scia per ottenere risultati importanti anche nel 2020”, ha promesso Minerva.

I licenziamenti dei lavoratori del servizio di gestione dei rifiuti

Un capitolo a parte è quello rappresentato dai licenziamenti di alcuni dipendenti delle ditte che gestiscono il servizio di igiene urbana a Gallipoli. Persone licenziate “in modo illegittimo”, per usare le parole del presidente, in seguito all'interdittiva antimafia che ha raggiunto anche Gial Plast srl e  Colombo Biagio srl.

“Abbiamo convocato la commissione Ambiente a Gallipoli anche in virtù delle sentenze che danno ragione a due lavoratori e abbiamo chiesto alla Gial Plast di reintegrali tutti – ha spiegato il numero uno di Palazzo dei Cestini, già sindaco di Gallipoli-.  Anche a Colombo abbiamo chiesto di reintegrare i 5 lavoratori licenziati. E questo per due motivi: riteniamo infatti illegittimo il licenziamento tramite sms e poi perché hanno già ottenuto la sospensiva del Tar che prende in considerazione l'irrilevanza del fatto che sta alla base dell'interdittiva. Venuto meno quel presupposto, dal nostro punto di vista cadono anche i presupposti per i licenziamenti”.

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