Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Striscioni provocatori contro il governo: “Freddo e gelo, ecco la buona scuola di Renzi”

Migliaia di studenti salentini stanno soffrendo il freddo nelle classi sprovviste di riscaldamenti. La protesta non accenna a scemare. Striscioni di Blocco studentesco a Lecce, Casarano e Nardò: “Vogliono una scuola azienda che privi i ragazzi di ogni capacità critica”

LECCE – Un inverno al gelo per migliaia di studenti salentini. Al ritorno dalle vacanze natalizie, infatti, i ragazzi di numerosi istituti scolastici a Lecce e provincia si sono accomodati su banchi umidi e freddi, costretti a seguire le lezioni indossando giacche, sciarpe e giubotti. Il motivo? La Provincia di Lecce, strangolata dai tagli della legge Delrio che ridimensiona le competenze degli enti locali, non è in grado di far fronte al riscaldamento delle scuole.

A malapena rimane una cifra sufficiente a pagare gli stipendi dei dipendenti e ad onorare gli impegni sui mutui contratti. Così anche il pagamento delle utenze (luce, gas, telefono) è diventato un grosso problema. Nel corso dell’ultimo incontro tenuto presso Palazzo dei Celestini, il presidente Antonio Gabellone ha individuato una possibile soluzione: termosifoni accesi per cinque ore al giorno. La proposta non ha ottenuto, tuttavia, il plebiscito tra i dirigenti scolastici che lamentano attività pomeridiane non comprese in quella fascia oraria e rivendicano l’autonomia scolastica.

Gli stessi ragazzi hanno animato una protesta che non accenna a scemare. Anche oggi, a Lecce come a Casarano e Nardò, sono stati affissi degli striscioni con testi provocatori: "Al freddo e al gelo è la buona scuola del governo Renzi". Gli artefici della provocazione sono i rappresentanti di Blocco studentesco, movimento studentesco di Casapound Italia, che intendono accendere un faro sul disagio vissuto dai ragazzi.

"Con quest’ azione - afferma Davide Renna, responsabile provinciale del Blocco studentesco - abbiamo voluto dire la nostra su un problema balzato agli onori della cronaca in questi giorni, ovvero l'assenza di riscaldamenti nelle classi degli istituti scolastici della nostra provincia. Troviamo vergognoso lo stato di disservizio in cui versano numerose scuole e nel quale sono costretti a seguire le lezioni migliaia di studenti a rischio della loro salute, in luoghi che dovrebbero invece garantirne la sicurezza".

"Non è altro che l'ennesima conseguenza - spiega il responsabile provinciale del movimento - delle misure d’austerity adottate dal nostro scellerato governo. A tal proposito si pensi alla riforma Delrio, la quale non ha fatto altro che creare incertezza sulle funzioni delle Province ed esautorarle dei pochi fondi rimasti nelle casse, impedendole pertanto di erogare i servizi di loro competenza".

"Su questa situazione già di suo grottesca è caduta la scure della riforma de "la buona scuola" disposta da Renzi - conclude Davide Renna - attraverso la quale si vuole realizzare una scuola-azienda, dove lo studente viene privato di qualsiasi capacità critica. La nostra lotta andrà avanti a oltranza finché non si riuscirà a trovare una soluzione idonea a questo problema e, se necessario, saremo pronti a scendere nelle piazze per far sentire la nostra voce".

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