Su caso Lupiae Rotundo rincara la dose, ma Confial prende le distanze

Replica secca dopo le parole della presidente: "Gli atti d'accusa sono molto gravi". Ma la sigla sindacale: "Nessuna vessazione"

Antonio Rotundo.

LECCE – Il consigliere comunale del Pd e presidente della Commissione controllo a Palazzo Carafa, Antonio Rotundo, risponde a stretto giro e alla presidente Tatiana Turi, sul caso che vede al centro alcuni lavoratori della Lupiae Servizi. E dice: “Non credo che abbia titolo nella sua veste di criticare tempi e motivazioni dell'attività di controllo avviata dalla Commissione deputata proprio a quello scopo”. “Soprattutto – aggiunge Rotundo - benché invitata, non si è presentata alla seduta della Commissione che ha esaminato il punto specifico”. Insomma, “in quella sede avrebbe potuto chiarire i suoi comportamenti – aggiunge - ma ha preferito evitare il confronto”. 

Rotundo taccia la replica di Tatiana Turi come “indolente e inopportuna” e aggiunge: “Creo possa nascondere un dato di verità che è sotto gli occhi di tutti. Non siamo un presenza di provvedimenti di riorganizzazione complessiva che rispondono a criteri generali di miglioramento della produttività; siamo davanti ad atti mirati, rivolti a singoli ben determinati lavoratori, chiaramente individuati, tendenti a vere e proprie rappresaglie proprio verso coloro i quali hanno ritenuto di non firmare il contratto di trasformazione da full-time a partire-time”. Insomma, non solo non fa marcia indietro, ma, anzi, il consigliere rincara la dose. 

“A questo rilievo, che ha nomi e cognomi precisi, debbono rispondere i vertici della Lupiae e non fare polemiche pretestuose tentando di confondere le carte in tavola”, tuona ancora. “Gli atti sotto accusa sono di una gravità inaudita e il fatto che accadano in una società pubblica li rende particolarmente odiosi. Sono comportarti che richiamano alla mente il ventennio – secondo il consigliere -, per questo chiedo al sindaco di occuparsene e di non far finta di niente”.  

Intanto, però si tirano fuori dalla querelle gli iscritti alla Confial (Confederazione italiana autonoma lavoratori”. In una nota a firma del segretario provinciale, Luca Panico, spiegano di dissentire dalle dichiarazioni di Rotundo. “Saremmo stati i primi, qualora avessimo avuto notizie di vessazioni a denunciare il tutto agli organi competenti così come abbiamo sempre fatto”.

“Se alcuni nostri colleghi si sentono vessati a causa della diminuzione dell’orario di lavoro – dicono dal sindacato -, va detto con determinata onestà che gli viene data l’opportunità di recuperare svolgendo altre attività aziendali, senza che questo incida sulla propria qualifica e livello e senza ledere la dignità di nessuno”.

“Sia l’organizzazione che la riorganizzazione aziendale – prosegue la nota della Confial -, dovrebbe essere noto almeno agli addetti ai lavori che non avvengono contravvenendo a nessun Ccnl”. Come dire: “La necessità di ricollocare le professionalità, tra l’altro alcuni di loro ex operai, presso altri servizi, come sappiamo, è dovuta all’esubero di dipendenti collocati nei diversi uffici”.

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Panico e il sindacato attaccano anche sul piano politico, il consigliere comunale e presidente della Commissione, aggiungendo una postilla: “Oggi non ci si deve far soggiogare da politici che non ci hanno mai supportato ma che decidono di farlo oggi alle porte della campagna elettorale”. Con una precisazione, almeno, per quel che riguarda i loro iscritti: “Non è previsto alcuno sciopero”. Ribadendo che il sindacato sarò “al fianco e a difesa dei lavoratori Lupiae senza alcuna distinzione”.

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