Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

"Su Rai ed emittenza privata Vendola mostra incoerenza"

Andrea Caoppo (PpdT) contro il governatore pugliese, "reo" di aver finanziato la Rai per la realizzazione di una trasmissione televisiva. Il tutto, mentre Vendola critica i tagli all'emittenza privata

BARI - Da un lato le accuse al governo nazionale per i tagli all'emittenza privata, dall'altra la destinazione di fondi sostanziosi a quella pubblica: la coerenza di Vendola per Andrea Caroppo, consigliere regionale della Puglia Prima di Tutto, è un optional. Infatti, con la Delibera del 25 giugno scorso, la Giunta regionale ha "regalato", secondo Caroppo, alla Rai Tv 480 milioni di euro per realizzare dieci puntate della trasmissione "Okkupati" alla "modica" cifra di 40mila euro a puntata. Una scelta che per il giovane consigliere "ha dell'incredibile".

"Per tutta la campagna elettorale - afferma Caroppo - e fino all'altro giorno nel convegno organizzato dal Corecom Puglia, Vendola e la sinistra hanno accusato il Governo Berlusconi di aver tagliato le gambe all'emittenza privata, di aver negato loro i fondi necessari per la stessa sopravvivenza delle piccole emittenti. Intanto nelle stesse ore la Giunta Vendola pensava bene di regalare 480mila euro alla Rai. Bella coerenza!".

"Non sarebbe stato - si chiede Caroppo - meglio trovare il modo corretto e trasparente per far arrivare quei soldi alle tv private pugliesi? Non sarebbe stato più coerente fare un bando, favorire la creazione di una sorta di associazione temporanea tra tutte le emittenti locali per dimostrare che a volte anche Vendola sa far seguire i fatti alle parole? Per non dire poi dei tanti punti oscuri di quella delibera: nella convenzione allegata alla Delibera la Regione autorizza la Rai ad assumere consulenti e personale esterno per la realizzazione delle trasmissioni, senza neanche chiedere (e alla luce dello stanziamento, direi pretendere) che quelle trasmissioni vengano realizzate nella sede Rai della Puglia e che il personale da reclutare con fondi della Regione Puglia sia pugliese".

Caroppo parla, dunque, di una "vergogna vera e propria" e di un misto tra "ipocrisia", "opacità" e "insulto" alle decine di emittenti locali pugliesi nelle quali lavorano centinaia di professionisti, "certamente capaci di realizzare prodotti di qualità senza neanche assumere personale dall'esterno".

Salvatore Negro (Udc): "Snellire procedure per il credito alle imprese"
"Snellire le procedure per il credito alle imprese per ridare ossigeno alla micro e piccola impresa e al territorio": è quanto chiede il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, che sostiene la necessità per "la Puglia ed il Salento di puntare sulla piccola e piccolissima impresa per affrontare l'attuale crisi e ridare ossigeno al territorio. Nella attuale situazione di crisi che ha stravolto il continente si è salvato solo chi ha puntato sulla piccola e piccolissima impresa".

Negro ricorda come la procedura di accesso al Credito Artigiano Agevolato, disciplinata dal Por Puglia 2000-2006, permetteva alle imprese artigiane un contributo in conto interessi e ad un contributo in conto capitale, nel giro di un mese: quella semplice procedura è stata complicata dai nuovi Por 2007-2013 che non viene incontro alle esigenze delle micro e piccole imprese a conduzione familiare con il passaggio non più diretto attraverso Artigiancassa ma attraverso Sviluppo Italia.

"Una procedura dai tempi lunghi - afferma Negro -, anche un anno o due, che mortifica lo sviluppo della microimpresa che non può fare fronte a spese così elevate". Basti pensare che al 30 giugno 2010, sono 1341 le imprese che hanno già presentato domanda via web, con una richiesta di poco più di 240 milioni di Euro e che attendono una risposta. "Quello che si contesta è la procedura di accesso al credito per queste imprese - ha concluso Salvatore Negro - imprese che possono ridare ossigeno all'economia pugliese".

Si riunisce Ddb per decidere il proprio futuro dentro o fuori dal Pdl
Viene riunito quest'oggi il coordinamento regionale di Destra di Base, con all'ordine del giorno la decisione di restare o meno nel Pdl: non si escludono clamorose prese di posizione. "La Destra, quella vera, quella dei valori della passione, dell'onestà, è ormai silente (o assente?) da troppo tempo - afferma Adriano Napoli, presidente del movimento - nel dibattito politico e soprattutto all'interno del Pdl. I nostri parlamentari, ex An,ormai sono sempre più distanti, sempre più altrove, lontanissimi anni luce dal nostro territorio e dalla nostra base militante".


"Destra di Base - prosegue - è nata tre anni fa per tutelare e rappresentare la base militante di An e i valori fondanti della Destra Italiana che ormai sono praticamente introvabili nella politica praticata oggi dal Pdl. I nostri militanti ovunque ci chiedono: 'Ha senso ormai restare nel Pdl dove la destra vera, quella militante, quella refrattaria ai servilismi, non ricattabile, non ha praticamente nessun ruolo e nessuna tutela e serve solo come serbatoio di voti o al massimo per le scomodissime candidature di servizio?'".

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