Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Supermonte replica alla Fiom: "Accuse false. Da noi nessun modello Marchionne"

L'amministratore unico dell'azienda di Leverano, accusata ieri dal sindacato di voler perpetrare un modello scarsamente attento ai diritti dei lavoratori, risponde e rilancia: "Rispettato sempre lo spirito democratico di dialogo"

LEVERANO - "Totalmente falso e non corrispondente ai fatti". Con queste parole, Alba Rita Metrangolo, amministratore unico di Supermonte, azienda di Leverano, accusata ieri dalla Fiom Cgil Lecce di voler perpetrare nel Salento il modello adottato da Marchionne a Pomigliano, risponde alle accuse del sindacalista Salvatore Bergamo, che aveva, tra l'altro evidenziato il "ricatto" subito dai lavoratori circa il destino della stessa impresa e come venissero "sfruttati".

"Nessun ricatto, né imposizione, né sfruttamento si è mai perpetrato - dichiara - nei confronti dei propri dipendenti, a favore dei quali c'è sempre stato enorme rispetto e considerazione. Il dialogo all'interno della compagine aziendale è stato aperto e democratico, tanto da portare il modello gestionale verso aspetti di azienda familiare".

Metrangolo sottolinea come esistano dati di fatto che confermerebbero la propria difesa: il 23 marzo scorso, infatti, con il pieno accordo delle Rsa delle sigle sindacali, presenti in azienda, compresa la stessa Fiom, si svolgeva un referendum consultivo dei lavoratori su due quesiti: la richiesta dell'applicazione del contratto di lavoro nazionale di categoria e l'applicazione del contratto collettivo nazionale di categoria con aumenti salariali progressivi fino al riallineamento con lo stesso.

Come spiega l'amministratore unico i 56 votanti si sono espressi a favore del secondo quesito, con i rappresentanti sindacali che ratificano, attraverso un verbale, la volontà dei lavoratori. Con questo, secondo Metrangolo, si dimostrerebbe come l'azienda Supermonte riconosca piena importanza alle richieste e all'opinione dei propri dipendenti e collaboratori, nello "spirito democratico di un dialogo continuo e costante".

"Proprio la competitività raggiunta dall'azienda con il sacrificio di tutti - precisa la Metrangolo - ha evitato di ricorrere agli ammortizzatori sociali o alla sospensione delle retribuzioni. Nell'accordo discusso, si istituisce un comitato di verifica dei risultati di efficienza produttiva raggiunti, tanto da stabilire nuovi e condivisi modelli di flessibilità".

Per l'amministratore dell'azienda, l'atteggiamento "cieco" e "decontestualizzato" della Fiom, così come in altre realtà aziendali, "rischia di rappresentare più che un'opportunità di crescita per i propri iscritti, una seria possibilità di danno sociale. Spero si possa addivenire ad un accordo democratico e moderno attraverso il quale rilanciare la creatività e la competitività italiane".

 

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