Dal sushi al "tradimento", il post al vetriolo di Perrone contro Delli Noci

Il primo cittadino uscente affida ai social una dura valutazione politica e personale sul suo ex assessore, il quale replica: "Sciacallaggio"

Paolo Perrone.

LECCE – Che sia a orologeria o meno, la deflagrazione è comunque quella di una bomba e la eco politica squarci i social dove è stata scagliata dalla mano del sindaco uscente, Paolo Perrone, primo degli eletti nelle file del centrodestra a sostegno del candidato Mauro Giliberti.

L’obiettivo è Alessandro Delli Noci, l’ex giovane compagno di viaggio che, a una fermata dalla fine della consiliatura, ha deciso di mollare l’assessorato all’Innovazione per intraprendere un percorso elettorale in solitaria e in discontinuità netta con l’amministrazione e la maggioranza di cui aveva fatto parte. La sua scelta lo ha portato ad un risultato importante al primo turno, il 17 per cento dei voti. Sabato scorso Delli Noci ha sancito un’intesa pubblica e ufficiale con Carlo Salvemini, candidato del centrosinistra, rimasto in corsa per il ballottaggio che mancava in questa città proprio da quando fu eletto sindaco il padre, Stefano Salvemini.

Nel centrodestra di “governo” la cosa non è stata presa bene, per usare un eufemismo, e l’accusa di tradimento è stata mossa da giorni. Ma poco prima delle 19 il sindaco uscente, Paolo Perrone, ha lanciato una stoccata destinata ad avere strascichi. Ai lettori si offre la versione integrale.

Caro Alessandro, sappiamo bene tu ed io come sono andate le cose tra di noi. Sappiamo bene tu ed io quello che ho fatto in questi anni per riconoscere il tuo impegno, per premiarti, per spianarti la strada. Ma a questo punto è giusto che lo sappiano tutti.

Nel 2012 sono stato io a vincere le resistenze di Paolo Pellegrino per una tua candidatura nella lista di Futuro e Libertà. E sono stato io a nominarti assessore, nonostante quel posto in giunta non spettasse a Futuro e Libertà, ma a La Puglia prima di tutto, che aveva due consiglieri eletti. Sono stato io ad assegnarti le deleghe che preferivi, in linea con le tue aspirazioni e le tue capacità. Sono stato io a difenderti contro tutto e tutti quando sei uscito da Futuro e Libertà e non avevi copertura politica, tenendoti in giunta in "quota" sindaco. Sono stato io a chiedere a Piero Fassino di nominarti referente nazionale di Anci per l'Agenda Digitale. Sono stato io a chiedere a Giulio Tremonti di nominarti Young Fellow dell'Aspen Institute. Sappiamo bene tu ed io come sono andate queste cose.

Poi una sera, davanti a un piatto di sushi, mi hai chiesto di voler essere il candidato sindaco del centrodestra e io ti ho risposto che a mio avviso non era il momento. Chissà oggi cosa diresti della mia amministrazione se io avessi accettato e se oggi fossi davvero tu il nostro candidato sindaco. A quel punto hai cercato un altro padrino, sei andato da Michele Emiliano accettando di essere il suo cavallo di Troia per mettere le mani sulla città. Hai deciso di lasciare l'amministrazione comunale e il centrodestra e avevi bisogno di qualche ragione di facciata per coprire il tuo tradimento. Ad occhio e croce niente che potesse riguardare i contenuti dell'azione amministrativa, avendo tu votato per quasi cinque anni tutte le delibere e condiviso senza remore e senza rilievi alcuni ogni singola scelta. Hai utilizzato le "scuse" della legalità e delle clientele, nonostante tu sappia quanto io sia attento a queste cose.

Per questo, mi hai fatto molto male. Ma hai fatto male anche ad altri, speculando con queste "scuse" sul dolore delle persone e delle loro famiglie. Proprio tu. Già, proprio tu che hai un fratello indagato per truffa* e quindi nella stessa situazione di chi usi a fini politici. Mi auguro che tuo fratello e tutti gli altri possano chiarire la propria posizione e liberarsi di un fardello scomodo, ma dovresti sapere cosa si prova nel frattempo. Eppure, non è bastato per indurti a non servirtene. Hai messo davanti a tutto l'ambizione personale, sei andato "oltre", oltre ogni cosa, rispetto compreso. E continui a farlo, visto che hai sacrificato 216 candidati e circa 8 mila preferenze sull'altare di un deprecabile giochetto di potere.

Scusa la franchezza, caro Alessandro. Ma tutte queste cose che sappiamo bene tu ed io, oggi è giusto che le sappiano gli altri, i leccesi, chi domenica dovrà scegliere da chi farsi amministrare.

La replica di Delli Noci

A stretto giro di posta, in serata, è arrivata la replica del diretto interessato, anche questa riportata integralmente.

Il post pubblicato su Facebook dal sindaco uscente Paolo Perrone manifesta, ancora una volta, la paura e la conseguente macchina del fango messa in campo da lui e dalla sua amministrazione in questi ultimi giorni di campagna elettorale.

La sua dichiarazione è la rappresentazione dello sciacallaggio messo in atto, che coinvolge senza scrupoli, in maniera cinica e arrogante, la mia persona, la mia famiglia e la mia professionalità. Una caduta di stile per un "Primo Cittadino" cui spetterebbero compiti più importanti e nobili.

È imbarazzante, anche per me, dover affrontare attacchi di tale bassezza, riconosciuti come tali anche dai nostri concittadini che hanno commentato il post. Tirare in ballo, in un momento storico per Lecce, in cui i cittadini chiedono risposte concrete ai bisogni della città, le mie deleghe, il mio percorso politico e personale, le mie competenze e i miei affetti più cari, appare una vera e propria mancanza di rispetto per la città e per le istituzioni che lui rappresenta.

L'abitudine di colpire la mia famiglia pare sia diventata ossessione e priorità del sindaco uscente, una rivalsa che nulla ha a che fare con la politica. Piuttosto che citare le indagini che riguardano chi non ricopre un ruolo pubblico, farebbe bene Paolo Perrone a dare conto delle indagini che vedono coinvolti lui e gli uomini di fiducia del suo governo**. Credo che questa uscita pubblica, scomposta, sia dettata dalla rabbia e dalla mancanza di lucidità di un sindaco che viaggia con la sconfitta in tasca e non accetta la possibilità di perdere, ben consapevole che le responsabilità di giustificare il fallimento di Giliberti ricadrebbero su di lui.

*Francesco Delli Noci, avvocato di 36 anni, risulta coinvolto per tre episodi, l’ultimo è del 2011, finalizzati al risarcimento assicurativo.

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** Paolo Perrone è tra le decine di indagati nell'inchiesta sulla gestione delle case popolari a Lecce

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