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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Politica

Taglio al servizio rifiuti. Dipendenti Axa ed Ecotecnica pronti a tutto

Dal 15 aprile il Comune di Lecce taglierà due milioni di euro sull'appalto. I 220 lavoratori non accettano la decurtazione dello stipendio. Sindacati: "Si rischia di intaccare gli utili aziendali, noi pronti alla mobilitazione"

LECCE – Quei due milioni di euro sottratti dall'appalto rifiuti per la città di Lecce, da proclama diventano realtà. L'amministrazione comunale, per voce del dirigente dell'ufficio ambiente Fernando Bonocore, conferma oggi la sua decisione di operare un drastico taglio dei costi anche su questo fronte, al pari di altri settori che rientrano nel "patto con la città" varato dal sindaco Paolo Perrone. Si tratta, nè più nè meno, di un'operazione economica necessaria al risanamento dei conti pubblici. Ed a tappare la falla aperta dai mancanti trasferimenti del governo centrale agli enti locali, per un ammanco totale di cinque milioni e 600 mila euro.

In origine era la legge "spending review" del governo tecnico di Mario Monti. Ora, quelle politiche di austerity, si traducono in una contrazione di stipendi e servizi ai piani inferiori della scala sociale. Nel caso specifico il sacrificio è stato richiesto ai dipendenti delle due ditte, Axa ed Ecotecnica, storicamente impiegate nel servizio di raccolta, smaltimento dei rifiuti e spazzamento del capoluogo.

Si prosegue di proroga in proroga, nella lunga attesa che entri finalmente in vigore il servizio di raccolta differenziata porta a porta, attualmente fermo al 15 per cento appena. E rimasto lettera morta sulle carta del nuovo capitolato d'appalto di cui si sta occupando il Consiglio di Stato, in virtù dei ricorsi presentati dalle ditte non vincitrici, Monteco srl in testa.

Intanto, il vertice interlocutorio in via Lombardia tra le otto sigle sindacali al gran completo ed il dirigente tecnico, sembra aver spostato il focus sulle due aziende. Fermissimo il "no" dei 220 lavoratori a vedersi decurtare lo stipendio del 15 per cento, la parola passa ad Axa ed Ecotecnica che con quel taglio dovranno pur fare i conti. Visto che dal 15 aprile il bilancio registrerà 2 milioni di euro in meno.

Se il peso più consistente, sull'appalto, è legato alla gestione del personale, rimane un 12 percento tra costi di gestione e utili aziendali. La patata bollente del sacrificio, nelle intenzioni dei sindacati, passa quindi dai lavoratori ai manager delle due società.

"Siamo in attesa di una convocazione da parte di Axa ed Ecotecnica per conoscere la loro posizione – spiega Emanuele Nitto di Uil trasporti – , ma la trattativa sindacale ha margini molto bassi. Oltre allo sciopero, ci muoveremo per le vie legali e interpellando anche le associazioni territoriali dei consumatori".

Per logica, una riduzione del costo dell'appalto dovrebbe tradursi in una decurtazione sull'imposta dei rifiuti versata dai contribuenti. La vecchia Tarsu, in vigore fino a luglio quando verrà sostuita dalla Tares, basta a coprire il costo dell'intero capitolato d'appalto.

Gli importi della tassazione vengono quindi ripartiti tra le due aziende, "senza passare dalle casse di Palazzo Carafa", ricorda il sindacalista. Un punto, in particolare, non convince Nitto: "Il Comune intende rastrellare questi soldi dall'appalto eppure sta procedendo ad applicare il condono per la Tarsu. Mi sembra una contraddizione: perchè bisogna sempre far pagare ai cittadini onesti, premiando l'illegalità, invece di recuperare i soldi andando a scovare gli evasori?".

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