Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Tagli ai Patronati contenuti nella legge di Stabilità, personale a rischio

I direttori di Acli, Inas Cisl, Ital Uil e Inca Cgil denunciano i rischi: l'unico sistema di welfare gratuito che serve 50 milioni di persone diventerebbe a pagamento, aumentando i costi per la Pa. Pronta la mobilitazione per sensibilizzare l'opinione pubblica

Foto di repertorio (@TM News/Infophoto)

LECCE - I tagli alle risorse dei Patronati, messi nero su bianco nella legge di Stabilità, sono considerati dai sindacati come un vero attacco indirizzato contro i cittadini. Se queste sforbiciate venissero confermate dal governo Renzi, infatti, questi istituti, deputati a difendere e promuovere i diritti previdenziali e socio-assistenziali, non potrebbero più garantire i servizi finora offerti. Inoltre il numero di coloro che rischiano di perdere il lavoro si attesta attorno al 70 percento degli organici complessivi dei vari Patronati: ovvero migliaia e migliaia di persone.

Una scelta “scellerata”, denunciano Loredana Tindo (Acli), Oronzo Pasanisi (Inas Cisl), Giacomo Latino (Ital Uil), Gioacchino Marsano (Inca Cgil), che metterà in ginocchio la rete di solidarietà dei Patronati che rimangono “l'unico welfare gratuito a favore dei disoccupati, dei pensionati, dei lavoratori, dei cittadini stranieri e degli italiani all’estero”. “Tutti loro si troveranno a pagare per un servizio oggi gratuito, con il rischio di dover rinunciare alle tutele previdenziali e assistenziali cui hanno diritto- precisano i quattro direttori -. L’uguaglianza di accesso ai diritti sarà cancellata”.

Il taglio di 150 milioni di euro al fondo Patronati e la riduzione del 35 percento dell'aliquota previdenziale destinata ad alimentarlo, a detta degli stessi direttori, non rappresenterebbero un risparmio per nessuno. Lo 0,226 percento dei contributi sociali versati da circa 21 milioni di lavoratori oggi assicura a oltre 50 milioni di persone la possibilità di usufruire dei servizi gratuiti dei patronati.

Per svolgere lo stesso lavoro, la pubblica amministrazione dovrebbe aprire e gestire circa 6mila nuovi uffici permanenti e aumentare gli organici di oltre 5mila persone. Il costo complessivo per Inps, Inail e ministero dell’ Interno sarebbe, quindi, di 657 milioni di euro.

Per contrastare questa misura che minerebbe seriamente la tenuta del sistema di welfare, i Patronati d’Italia - Acli, Inas, Inca e Ital - avvieranno una mobilitazione sia a livello nazionale che locale, per sensibilizzare l'opinione pubblica e far comprendere al governo e al parlamento l’importanza di modificare immediatamente la proposta contenuta nella legge di Stabilità.

A partire dal 29 ottobre partirà la petizione "No ai tagli ai patronati" per raccogliere le firme dei cittadini in tutte le sedi dei Patronati e chiedere al governo modifiche sostanziali della norma.

Nel mese di novembre, Acli, Inas, Inca e Ital promuoveranno la giornata nazionale della tutela, con manifestazioni territoriali per sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi conseguenti alla consistente riduzione delle risorse destinate alla tutela dei lavoratori, delle lavoratrici, dei pensionati, dei disoccupati, dei cittadini stranieri, degli italiani all’estero e delle famiglie.

Inoltre, saranno organizzati presidi territoriali davanti alle sedi dell'Inps, dell'Inail e delle prefetture che accompagneranno la discussione parlamentare sulla legge di Stabilità.

A Lecce, lunedì 3 novembre, i direttori di tutti i Patronati della provincia, sia aderenti al CePa che ad altri raggruppamenti, si riuniranno nella sala della Cgil in via Merine 33 per concordare le forme di mobilitazione e di protesta nel territorio.

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