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Inquilini senza acqua, Salvemini al prefetto: “Ora una soluzione definitiva”

Il sindaco, dopo le ultime interruzioni, chiede un tavolo urgente: "Si verifichi anche l’avanzamento dell’installazione dei contatori singoli"

In via Trieste.

LECCE – Carlo Salvemini, proclamato sindaco da nemmeno una settimana, inizia a fare i conti con una serie di questioni urgenti che riguardano la vita dei cittadini. Temi che il primo cittadino conosce bene da consigliere di minoranza, ma nelle sue nuove vesti è chiamato a recitare una parte ben più importante.

Così, mentre per venerdì i sindacati degli assegnatari di alloggi popolari hanno convocato un sit-in davanti alla prefettura di Lecce, alla luce delle interruzioni del servizio idrico che Aqp ha effettuato nel capoluogo (in via Trieste) e in altri centri della provincia, Salvemini ha chiesto nelle scorse ore un incontro urgente al prefetto, Claudio Palomba, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati: Arca Sud, Regione Puglia e Aqp.

“Ritengo necessario sedersi attorno a un tavolo – dichiara il sindaco Salvemini – per trovare una soluzione definitiva a questo problema. Ad oggi abbiamo non solo inquilini in regola con i pagamenti che si vedono negata la fornitura idrica ma anche cittadini che hanno acquistato appartamenti in quel complesso ai quali viene sottratta l'acqua, nonostante il regolare pagamento delle proprie quote di consumo. Il tavolo servirà anche per verificare l'avanzamento dei lavori di installazione dei contatori di sottrazione nelle palazzine Arca Sud presenti a Lecce, ed eventualmente sforzarsi per rimuovere ogni impedimento o motivo di ritardo”.

I contatori individuali sono infatti l’unica soluzione possibile ad un problema che si presente in maniera sistematica: sul finire di febbraio lo stesso Salvemini aveva partecipato a una riunione in prefettura nella quale l’assessore regionale alle Politiche Abitative, Anna Maria Curcuruto, aveva annunciato l’avvio dell’installazione dei primi 187 contatori. Ci sono stati, evidentemente dei rallentamenti.

Nella stragrande maggioranza degli edifici che ospitano alloggi popolari esiste un solo contatore per cui basta la morosità di uno o di pochi perché si possa incorrere nell’interruzione. D’altra parte Aqp vanta dei crediti non trascurabili e a più riprese è stata data la possibilità agli inquilini di aderire a piani di rientro con il pagamento di un certo numero di rate.

Un altro aspetto della vicenda è però quello sanitario, che investe direttamente ogni sindaco in quanto massima autorità del territorio in materia. Rimanere senza acqua corrente espone i cittadini, soprattutto anziani e bambini, a rischi: non è un caso se un decreto ministeriale, di cui però si attende ancora l’attuazione, prevede un minimo vitale garantito di 50 litri giornalieri. 

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